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L'ultimo traghetto per l'Elba: per iniziare a risolvere il problema serve un nuovo vettore
Elba Report: 20/03/2026 10:00:07

Collegato al problema, che si pone periodicamente, dell'ultima nave per l'Elba che non parte per “tempo inclemente”, è quello di una Foresteria con idonea sala di attesa e sedie reclinabili per riposo etc. Periodicamente, questo viene evidenziato e ricordato.
 
Ci sarebbe la disponibilità a parlarne, da parte dell'Autorità competente, o meglio ad agire in questo senso ma talvolta (oppure: spesso) dalle parole ai fatti, passa vario tempo. La Foresteria, un locale di attesa con sedili idonei dove passare, eventualmente, la notte. Come frequentemente accade, a volte ci sono dei percorsi che possono attenuare la portata di un problema. Diciamo intanto una cosa. Ma perché le persone che non possono usufruire dell'ultima nave per il semplice motivo che la nave non parte, non hanno diritto ad un qualche rimborso delle spese se devono soggiornare in albergo a Piombino? Si potrebbe decidere, magari non per tutti, ma almeno per chi si trova in certe condizioni( ad esempio, visita medica fatta in continente nel primo pomeriggio, per cui il ritorno all'Elba non poteva non avvenire che con l' ultimo traghetto in partenza), un rimborso parziale( in ogni caso, magari, non superiore ad una certa somma).
 
Si tenga anche presente che c'è chi decide di rientrare con l' ultima corsa, perché si è recato, quel giorno, in qualche località del continente, per una quantità di impegni ed ha voluto soddisfarli tutti. Oppure si potrebbe fare una qualche convenzione con alberghi di Piombino disponibili, perché il costo dell'albergo per la persona non superi un certo costo prefissato. Complicato? Quando c'è la volontà, si possono trovare tante soluzioni alternative.
 
Rimane il problema, della nave forte, robusta, che “tenga“ il mare. Questo è stato detto da poco, efficacemente anche da Giovanni Fratini, ex sindaco di Portoferraio, e questa è la fotografia esatta della situazione e di cosa si deve fare.
 
Mi sembra anche molto condivisibile l'idea che la Regione acquisti direttamente le navi che servono. Non è cosa di poco conto certo, la Regione valendosi di tecnici esperti, potrebbe, nel tempo, valutare le navi da acquistare, o magari programmare la costruzione di navi all' altezza delle problematiche che si pongono. E farle entrare in servizio quando le navi utilizzate non sono più adeguate (cioè: quando viene ritenuto opportuno eliminare navi non più “all'altezza”). Questa, secondo me, è concretezza perché protestare genericamente perché le navi sono vetuste è solo una proclamazione di principi. Dire e non poter fare serve a poco.
 
Questo non si fa in due giorni, e nemmeno in tre, ma il problema dei collegamenti marittimi rimarrà – si spera vivamente- per tanti anni a venire. E quindi un ottica di lungo respiro serve.
 
Acquistare direttamente la nave e non rivolgersi solo alla società privata, con il naviglio che la stessa mette a disposizione, secondo me, è una strada complessa ma è quella da seguire. Nell'arco degli anni, si può fare una politica di programmazione nel settore. Ovviamente, acquistare direttamente ha un significato economico, da scalare sul costo dell'appalto dei servizi di collegamenti marittimi, ogni qualvolta la Regione fa entrare “in servizio“ la nave.
 
Guido Retali

Fonte: https://www.elbareport.it/cronaca/item/78485-l-ultimo-traghetto-per-l-elba-per-iniziare-a-risolvere-il-problema-serve-un-nuovo-vettore