Riclassificazione dei Comuni: le Isole Toscane non possono essere lasciate indietro
Elba Report: 19/03/2026 13:39:45
Vivere sulle isole significa affrontare difficoltà strutturali: collegamenti più complessi, costi più alti, accesso ai servizi più difficile. Per questo servono politiche pubbliche adeguate.
Con i nuovi criteri introdotti dalla legge 131/202, tra i comuni che hanno subito la riclassificazione ci sono anche quelli delle isole dell'arcipelago toscano che già subiscono difficoltà legate alla posizione: trasporti più costosi, collegamenti più complessi, maggiore fragilità economica. Per questo Diletta Fallani e Massimiliano Ghimenti di Alleanza Verdi Sinistra, hanno presentato in Consiglio regionale una mozione cofirmata da Vittorio Salotti di Casa Riformista, Simone Bezzini del Partito Democratico e Irene Galletti del Movimento 5 Stelle.
La legge 131 per il riconoscimento e la promozione delle zone montane, prevede che con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, previa intesa sede di Conferenza unificata, siano definiti i criteri per la classificazione dei comuni montani, principalmente sulla base di parametri altimetrici e di pendenza. La normativa prevede inoltre strumenti e risorse dedicate allo sviluppo delle aree montane, tra cui il Fondo per lo sviluppo delle montagne italiane, destinato a sostenere servizi, imprese e popolazione residente nei territori montani.
Sulla base dei nuovi criteri fissati dal governo Meloni, la Regione Toscana passerà dagli attuali 149 comuni montani ai 113 del nuovo elenco del febbraio 2026, compresi tutti i comuni insulari dell'Arcipelago Toscano precedentemente ricompresi nella Comunità Montana dell'Elba e Capraia: Portoferraio, Campo nell'Elba, Capoliveri, Marciana, Marciana Marina, Porto Azzurro, Rio e Capraia Isola. La perdita della classificazione di comune montano può determinare conseguenze rilevanti per i territori interessati, incidendo sull'accesso a fondi nazionali e regionali, sulle politiche di sviluppo locale e su diverse misure di sostegno ai servizi pubblici.
La mozione di AVS e centro-sinistra evidenzia che “i comuni insulari dell'Arcipelago Toscano presentano condizioni di fragilità territoriale, morfologica socioeconomica comparabili a quelle delle aree montane interne, aggravate dalle specificità derivanti dalla condizione di insularità, quali i maggiori costi di trasporto, le difficoltà di accesso ai servizi essenziali e le diseconomie di scala; tali territori sono classificati nell'ambito della Strategia Nazionale Aree Interne (SNAI) come territori ultraperiferici e presentano criticità legate alla distanza dai principali poli sanitari, scolastici e amministrativi; secondo il rapporto IRPET "I costi dell'insularità - Il caso dell'Isola d'Elba" (dicembre 2025), il territorio elbano presenta caratteristiche morfologiche assimilabili alle aree montane, con un'elevata percentuale di superficie boscata e insediamenti diffusi in frazioni”.
Eppure, come fa notare la mozione, «La modifica dell'articolo 119 della Costituzione, introdotta con la legge costituzionale n. 2 del 2022, impegna la Repubblica a riconoscere e a rimuovere gli svantaggi derivanti dall'insularità, rafforzando l'esigenza di politiche pubbliche differenziate per tali territori; la classificazione esclusivamente altimetrica non appare quindi idonea a rappresentare in modo adeguato le condizioni strutturali di svantaggio dei territori insulari montuosi”.
Anche per questo, la mozione impegna la Giunta Regionale a “rappresentare, nelle sedi istituzionali competenti, la necessità di reintegrare i comuni esclusi dalla classificazione dei comuni montani, proseguendo un'azione coordinata finalizzata a rivedere i criteri, al fine di garantire il riconoscimento delle specificità dei territori insulari e delle aree interne della Toscana; a sostenere, nelle sedi di confronto con il Governo e con le altre Regioni, l'introduzione di criteri integrativi per la classificazione dei comuni montani che tengano conto non solo dei parametri altimetrici e morfologici, ma anche di indicatori relativi alla fragilità socio-economica, allo spopolamento, all'accessibilità ai servizi essenziali e alla condizione di insularità; a promuovere l'introduzione di meccanismi di salvaguardia volti a evitare che la revisione dei criteri produca effetti penalizzanti per i territori insulari dell'Arcipelago Toscano e per i comuni inseriti in sistemi territoriali integrati, quali le Unioni di Comuni, garantendo che la revisione della classificazione tenga conto delle condizioni strutturali di svantaggio derivanti dall'insularità e non comprometta la gestione associata dei servizi né gli equilibri istituzionali esistenti; a monitorare gli effetti dell'applicazione della normativa nazionale sui comuni toscani, anche in collaborazione con IRPET, al fine di analizzare e monitorare gli effetti della nuova classificazione sui comuni toscani e a documentare le condizioni di svantaggio strutturale dei territori montani e insulari della Toscana, promuovendo eventuali iniziative istituzionali volte alla tutela dei territori esclusi dalla nuova classificazione”.
Per AVS La classificazione dei territori fragili non può basarsi solo su altitudine e pendenza. Devono essere considerati lo spopolamento, la fragilità economica, l’accesso ai servizi e (anche) gli svantaggi legati all’insularità. Le isole e le aree interne non sono numeri su una tabella. Sono comunità che tengono vivo il territorio e che hanno bisogno di politiche adeguate.
Sinistra Italiana - AVS Isola d’Elba – Circolo Patrizia Piscitello