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Una riflessione su questo venerdì 13 marzo, giornata di digiuno e preghiera per la pace senza trascurare l'azione
Elba Report: 13/03/2026 09:07:33

Nella giornata odierna siamo invitati ad amare la pace disarmata e disarmante.
Le comunità cristiane italiane aderiscono alla giornata di preghiera e digiuno indetta dai vescovi in questo momento in cui è forte la possibilità di una tragedia di proporzioni enormi.
 
"Il digiuno – spiegano i promotori - sia vissuto come espressione di solidarietà e preghiera per quanti soffrono a causa dei conflitti armati in corso nel mondo e per implorare il dono della pace in Medio Oriente (...) e in tutti gli angoli della terra in cui i popoli conoscono la divisione, seminano distruzione e piangono la morte". Aggiungono inoltre: "Il digiuno e la preghiera contribuiscono a sensibilizzare le comunità alle esigenze della pace, rendendole accoglienti e solidali con le vittime della violenza e delle guerre".
 
A proposito di preghiera. Qualcuno si domanda: a cosa serve? E' una domanda accettabile a patto di intendersi.
Vorrei dire qualcosa sulla preghiera, con semplicità e senza pretese attraverso un breve dialogo, raccolto fra credenti, e che di sicuro può aprire ad ulteriori riflessioni.
 
Uno chiede: "Per noi cristiani, la preghiera cambia il modo di agire di Dio? Muta il suo atteggiamento e comportamento nei confronti dell'uomo e del mondo?".
Un altro risponde: "Che immagine di Dio emerge da questa domanda? Forse un Dio ondivago, mutevole, tappabuchi, insicuro di sé, infedele rispetto alle sue promesse? Chiediamoci invece quale sia il volto di Dio mostrato da Gesù di Nazaret nella sua vicenda storica".
 
Il primo riflette in silenzio e il secondo aggiunge: "La preghiera non è per cambiare Dio. La preghiera cambia noi, se siamo aperti all'azione dello Spirito, trasformandoci a immagine di Cristo e mettendoci dietro di lui (e non davanti a lui, cosa satanica, o addirittura al posto suo, idolatria). La trasformazione nel profondo (cuore, coscienza) non può che riflettersi nel modo di pensare, di vedere il mondo e le relazioni (amico/nemico? buoni/cattivi? fiducia/sfiducia? egoismo/altruismo? individualismo/solidarietà? ecc) e nelle azioni conseguenti e coerenti. Ovviamente, nella gradualità del cammino di crescita umano-cristiana".
 
Gli stessi vescovi, dicono: "Davanti alle guerre e alle violenze che feriscono l’umanità, innalziamo al Padre la nostra supplica perché converta i cuori all’insegnamento di Gesù per imparare ad amare Dio con tutto il cuore, con tutta l’anima e con tutte le forze e a dare testimonianza di amore verso il prossimo". E fra le preghiere deii fedeli, includono la seguente: "Per noi qui riuniti [a pregare]: perché, educati dalla Parola che salva, diventiamo artigiani di pace nella vita quotidiana e costruttori di fraternità tra i popoli".
 
Se preghiera e azione sono legate, allora è autentico il legame tra fede e vita.
 
Nunzio Marotti
 
PS. Un testimone della fede così ha scritto nel suo testamento spirituale: "Abbiamo motivo di credere che una lagrimetta finale ci salverà dall'inferno. Ma i veri cristiani sono quelli che fanno quanto possono per portare frutto. «Io sono la vite e voi i tralci». Questo e solo questo è il nostro Salvatore". (Arturo Paoli)

Fonte: https://www.elbareport.it/eventi-societa/item/78371-una-riflessione-su-questo-venerd%C3%AC-13-marzo%2C-giornata-di-digiuno-e-preghiera-per-la-pace-senza-trascurare-l-azione