Dissalatore (e Parco) non è vero che tutti i gatti sono bigi. Chi prende in giro gli elbani?
Elba Report: 14/10/2026 10:24:23
Cambiare idea pare sia cosa legittima e qualcuno aggiunge che è anche intelligente. Io ritengo che però farlo spesso è semplicemente opportunismo e mi sembra che sia quello che sta succedendo nel dibattito provocato da un articolo sul dissalatore e la destra pubblicato su Elbareport a firma di Guardiamo Corso.
E’ vero che, in un periodo dove la fa da padrone un certo revisionismo storico, si possono sdoganare anche i distratti o gli smemorati cronici che si bevono ogni cosa, ma così mi sembra esagerato.
La vicenda del dissalatore la ricordano tutti ed è così vicina nel tempo che dimenticarla o minimizzarne la portata politica e amministrativa, dopo essersi schierati elettoralmente a destra contro la sinistra, fa pensare male.
Ma, leggendo gli abbastanza incredibili sviluppi di questi ultimi giorni, una domanda sorge spontanea: perché scendere in campo rivendicando un ruolo determinante nella realizzazione dell'impianto di dissalazione di Mola? Perché lo si fa facendo intendere che tutti gli altri erano contro e solo chi era istituzionalmente di destra e esponente ufficiale di Fratelli d’Italia ha sempre difeso questa scelta contro la sinistra e qualche cane sciolto?
Perché lo si fa buttando dentro l'impastatrice dello scarico di responsabilità, una generica sinistra che sarebbe stata contro il dissalatore, dopo averla accusata per anni di essere l’unica a sostenere il dissalatore?
Credo che, così come è avvenuto sul Parco Nazionale dell'Arcipelago Toscano, che ieri la destra prometteva di abolire perché imposto agli elbani e che oggi occupa con un presidente pisano e un direttivo composto in gran parte da esponenti di Fratelli d’Italia, la destra elbana cerchi di rifarsi la verginità, cancellando quel che diceva, prometteva e minacciava in passato, prendendo i voti degli anti-parco che, ora che la destra dice che il Parco è bello e indispensabile, sono scomparsi e ammutoliti.
Sul dissalatore l’ultima doppia giravolta l’ha fatta uno dei massimi esponenti di Fratelli d’Italia ed ex sindaco di Capoliveri. Siccome ora qualcuno ha beccato (e non ci voleva Sherlock Holmes) la destra elbana con le mani nella marmellata denunciando le sue capriole spericolate, e le sue folgorazioni sulla via di Damasco tra il si e il no al dissalatore, così come sul si o il no al Parco, ecco che, tomo tomo cacchio cacchio, direbbe Totò, la destra regionale, elbana e capoliverese rivendica il suo ruolo essenziale nella realizzazione del dissalatore di Mola.
Ma perché? E’ chiaro che si cerca di dare una parvenza di coerenza locale alla posizione della Meloni, di Musumeci e di Pichetto Fratin, da sempre a favore degli impianti di dissalazione che, a detta di chi governa l’Italia e sta all’opposizione in Toscana, sono il futuro per combattere la crisi idrica in tutte le isole e altrove.
Un piccolo promemoria. 2017: il sindaco di Capoliveri Ruggero Barbetti annuncia la realizzazione del dissalatore, ne rivendica la scelta e si presenta come salvatore dell'economia elbana. 2019, elezioni amministrative: si fronteggiano liste con i principali candidati, che fino a pochi giorni prima erano nella stessa maggioranza, che sostengono entrambi il No al dissalatore. Nel periodo che va dal 2017 al 2019 si forma un comitato per il No al dissalatore. Inizia la battaglia con il comitato sul piede di guerra contro la regione ma che ignora la posizione pro-dissalatori della destra a livello nazionale (e capoliverese).
Tanto sta che il presidente di questo comitato (lo stesso Comitato che oggi dice di non voler essere coinvolto nella disputa politica) scende in campo nella lista “Capoliveri Bene Comune” con capolista Barbetti, nel frattempo momentaneamente convertitosi al No al dissalatore, almeno fino alle elezioni regionali dell’anno dopo. Se non fosse una cosa seria verrebbe da ridere.
Veniamo alla sinistra: non è rappresentata in Consiglio Comunale di Capoliveri da ormai troppi anni e il fatto che alcune persone notoriamente di sinistra abbiano votato la lista Montagna lo si deve alla presentazione di Liste Civiche che, come dice spesso il compagno Umberto Mazzantini, “Vanno da Adolf Hitler a Ernesto Che Guevara”. All'interno di queste liste si votano persone che idealmente ci sono vicine ma non si vota certo il programma che queste Liste esprimono. Insomma, si dà la preferenza al meno peggio sperando che faccia qualcosa di buono.
Per questo la risposta del Comitato al Guardiano Corso sembra una stridente arrampicata sugli specchi. Non è vero che tutti sono uguali che “Chi ha avuto, ha avuto, ha avuto, Chi ha dato, ha dato, ha dato, scurdammuce ‘o passato (e chi abbiamo votato, sostenuto e perché) simmo contro il dissalatore paisà!”.. perché qualcuno ha preso in giro il Comitato e gli elettori capoliveresi ed elbani, a cominciare da quegli amministratori ed esponenti politici di destra, da quelle forze politiche che fino a ieri predicavano bene all'Elba e razzolavano male a Roma e oggi anche a Firenze. Qualcun altro non lo ha fatto, ma ha detto da subito come sarebbe andata a finire e chi prendeva in giro un elettorato che più volte ha dimostrato che gli piace essere preso per in giro.
Come successo con il Parco Nazionale, la rivendicazione di paternità sul dissalatore vuol far dimenticare o digerire la presa per i fondelli elettoralistica ai capoliveresi e agli elbani sul dissalatore. Ma perché si è scelto proprio questo momento? Io azzarderei una risposta: è l'imminente tornata elettorale per il rinnovo del Parlamento, si incomincia a sgomitare per accreditarsi a livello nazionale.
E chi dice che non è cambiato nulla rispetto a prima, che sul Parco prima e il dissalatore poi tutti i gatti sono bigi, è complice di questa gigantesca presa in giro politica che continua con successo da anni.
Mario Pintore
un capoliverese iscritto a Sinistra Italiana AVS