«Naza», una riflessione dopo il documentario: "Non ci si può abituare al dolore"
Elba Report: 01/10/2026 11:36:06
Sono andata a vedere il film con amiche, persone con cui condivido pensieri e valori... Naza, il documentario mostra come l'intelligenza artificiale e la sorveglianza vengano usate per tracciare le persone fin dentro casa e spianare interi palazzi. Bambini, madri, padri: tutti cancellati in un secondo e archiviati con la freddezza di un dato, ridotti a puro danno collaterale.
Uscire da quella sala pone sempre la solita domanda com'è possibile che tutto questo sia diventato normale?
La verità è che la disumanizzazione non parte all'improvviso con un bottone schiacciato da un algoritmo. Parte molto prima. Parte da come parliamo, da come ci poniamo verso chi è diverso, dal modo in cui abituiamo i nostri occhi a scivolare sopra il dolore altrui. La cosa più spaventosa di questo film non è solo la tecnologia della morte, ma la normalità con cui viene usata. Quei ragazzi che programmavano i bersagli poi tornavano alla loro vita di tutti i giorni, sostenendo esami o uscendo con gli amici, come se stessero facendo un lavoro d'ufficio qualsiasi.
È qui che esce fuori la nostra miopia. Ci siamo abituati a tutto. Guardiamo la carneficina mentre ceniamo, facciamo scorrere le notizie sullo schermo del telefono e poi continuiamo la nostra giornata come se niente fosse.
Riportare l'attenzione su questi argomenti non è un esercizio di politica, è un dovere umano. Ai nostri figli dobbiamo insegnare che nessuna vita vale meno di un'altra e che l'altro non è mai un numero o un nemico. Educare oggi significa lottare contro la nostra stessa indifferenza, disarmare le parole che usiamo ogni giorno e insegnare che di fronte alla sofferenza di un essere umano non ci si può mai abituare.
Parlate ai vostri figli, fate vedere il documentario nelle scuole non è un atto politico è un atto umano contro la disumanizzazione. Sensibilizazzateli, rendeteli partecipi di ciò che sta accadendo ... è già veramente troppo tardi!
Elisa Gasparri