Lorenzo Andrea Ciummei, questo sconosciuto
Elba Report: 26/09/2026 10:10:39
A proposito di Lorenzo Andrea Ciummei è proprio il caso di dire: chi era costui?
Come il Carneade di donabbondiana memoria, Lorenzo Andrea non è certo un nome noto. Notorietà che invece raggiunse i suoi colleghi scrittori che, come lui, nella seconda metà del Settecento si occuparono da antesignani della storia dell'Elba e per questo furono studiatissimi dagli storici moderni.
Il primo (e l'ultimo, in tempi storici) a citare Lorenzo Andrea fu Arsenne Thiébaut de Berneaud nel suo Voyage a l'isle d'Elbe suivi d'une notice sur les autres isles de la mer Tyrrhénienne, edito nel 1808, insieme a quelli che a sua conoscenza avevano scritto dell'Elba. Essendo il manoscritto del Ciummei datato 1786 ma aggiornato al 1792, lo definì tributario delle Memorie antiche e moderne dell'Isola dell'Elba di Sebastiano Lambardi , pubblicate a Firenze nel 1791. Ma in realtà le cose non stavano esattamente così, almeno prestando fede a quanto ci racconta lo stesso Ciummei, il quale del tutto all'oscuro del lavoro del Lambardi, scrisse in prefazione che lui era il primo in assoluto a scrivere la storia dell'isola. Fatto piuttosto curioso dato che i due non erano proprio degli estranei ma addirittura consuoceri, avendo il figlio di Sebastiano sposato sua figlia Vittoria. Noi possiamo comunque testimoniare che, almeno apparentemente, non ci furono scopiazzature né da l'una né dall'altra parte: i due proprio si ignoravano, almeno da questo punto di vista. Alla luce della documentazione sin qui raccolta, questo legame di parentela è una delle poche cose che sappiamo del Ciummei, oltre al suo incarico di foriere granducale, cioè addetto all'approvvigionamento della città medicea, e di portavoce della Comunità presso il granduca in una particolare occasione. Per il resto il suo manoscritto non fu mai pubblicato e quindi, a differenza del suo consuocero, non ebbe gli onori della ribalta, né strade a lui intestate. Non solo: per quanto ne sappiamo la sua corposa ricerca sparì presto dall'isola, portata in Corsica dal bibliofilo Giovanni Battista Galeazzini, che fu governatore dell'Elba dal 1803 al 1810. Nella biblioteca Galeazzini il manoscritto rimase nascosto dagli sguardi indiscreti degli studiosi e poté esser liberato solo con la dispersione della stessa.
Dopo la citazione di Arsenne, Lorenzo Andrea ritornò dunque nell'ombra più profonda. Salvo riemergere dall'oscurità un paio di secoli dopo. Nel 1994 apparve sul periodico elbano Lo Scoglio un articolo dell'architetto Mario Ferretti, funzionario della Soprintendenza di Pisa e interessato all'Elba, che trattava del manoscritto di Lorenzo Andrea e lo confrontava con le memorie dei più noti scrittori che nel Settecento si erano occupati dell'Elba e per questo divenuti punti di riferimento per tutti quelli che si volevano dedicare alla storia dell'isola. Per puro caso quell'articolo fu fra le prime cose elbane che lessi e subito mi fece appassionare alla ricerca delle fonti documentarie della storia elbana, complice sicuramente quello stile chiaro e intrigante dell'architetto Ferretti che dimostrava conoscenza, passione e attenta riflessione. Successivamente seppi che il Ferretti aveva probabilmente avuto l'incarico dal proprietario del manoscritto, il dott Marcello Pacini, di prepararne una trascrizione per la stampa nell'ambito di un progetto di valorizzazione degli studi sull'Elba finanziato dalla Fondazione Agnelli e ideato dallo stesso dott Pacini. Fu questa indicazione a farmi approdare alla biblioteca della Soprintendenza di Pisa dove trovai la trascrizione del Ferretti, la quale purtroppo non era stata data alle stampe probabilmente per l'improvvisa e prematura scomparsa dell'architetto. Grazie all'intercessione del Soprintendente, il dott Tesi, ottenni i permessi a pubblicare e finalmente la trascrizione fu data alle stampe.
Entrando nel merito del corposo lavoro del Ciummei, esso riflette il carattere ragionieristico del suo autore essendo per lo più un dettagliato elenco di fatti e documenti. A dire il vero, seppur ricco di informazioni, è un po' meno avvincente delle Memorie del consuocero al quale si perdonano gli sfondoni cronologici e gli spesso incerti riferimenti bibliografici a vantaggio di una lettura scorrevole e simpaticamente eclettica.
Al Ciummei va riconosciuta l'onestà intellettuale, che per l'epoca era più attenzione al dettaglio, per aver citato, a differenza dei suoi colleghi, con tanto di nome e cognome, la fonte di molte delle sue notizie archeologiche e cioè il Capitano Antonio Sarri, che raccolse le sue memorie di attento osservatore dei ritrovamenti archeologici (e non solo) che venivano fatti durante la costruzione di Cosmopoli e che fu abbondantemente copiato dai memorialisi di cui sopra, a iniziare proprio dal Lambardi. Fra parentesi va detto che le notizie riprese dal Sarri sono diverse da quelle riportate dai suoi colleghi memorialisti, i quali quasi certamente avevano attinto dall' Isola de l'Elba, il manoscritto del Sarri ora conservato in Vaticano (e da noi pubblicato). Il Ciummei probabilmente usò uno scritto del Sarri differente e di cui noi non abbiamo traccia.
Ciummei inizia il suo lavoro facendoci la storia dell'isola, assai simile a quella dei suoi colleghi, ci racconta le vicende di casa Medici relativamente all'Elba e a Portoferraio, ci racconta le fasi di costruzione di Cosmopoli. Nella parte IV ci fa un interessante elenco di leggi e regolamenti della Comunità a iniziare dagli Statuti fino a alla cessione alla Comunità nel 1787 delle proprietà granducali. Ma la parte più interessante del manoscritto è l'ultima, nella quale il foriere raccoglie un' interessante serie di documenti, frutto della sua personale ricerca negli archivi elbani (durata secondo lui trentanni) che vanno dalle Capitolazioni per la cessione di Portoferraio al granduca del 1557, alla descrizione delle cisterne portoferraiesi, all'interessantissimo elenco dei commissari, governatori, giudici di Portoferraio, a fatti eclatanti per la Comunità come un'abbondante raccolta di uva nel 1785, alle tariffe dei prezzi del pesce, in cui si rammentano una sessantina di specie diverse.
Non scevro da errori, il lavoro del Ciummei è comunque un testo da prendere in considerazione da chi si occupa di storia elbana, e chissà se in futuro non varrà al suo autore almeno l'intitolazione di una rotonda.
Lorenzo Andrea Ciummei, Memorie dell'Isola d'Elba, Potoferraio e suo distretto 1786, a cura di Mario Ferretti e Fabrizio Fiaschi, Capoliveri 2025
Fonte: https://www.elbareport.it/arte-cultura/item/82015-lorenzo-andrea-ciummei,-questo-sconosciuto