Il dissalatore al Giglio e la chiusura del cerchio della presa in giro a Mola
Elba Report: 25/09/2026 11:19:34
Il 22 settembre un comunicato ufficiale di Acquedotto del Fiora (https://www.fiora.it/news/dissalatore-di-isola-del-giglio-inaugurato-il-revamping-pnrr/), ha dato notizia del rewamping del dissalatore dell’Isola del Giglio con tanto di parata istituzionale e dichiarazioni ufficiali del presidente della Regione Eugenio Giani, del presidente di Acquedotto del Fiora, Roberto Renai, dell’amministratore delegato di Acquedotto del Fiora Anna Varriale, del direttore dell’Autorità Idrica Toscana Alessandro Mazzei e del , presidente di Cispel Confservizi Toscana e di Publiacqua Nicola Perini.
A questa inaugurazione a forte presenza piddina di un impianto abbastanza bruttino (in confronto quello di Mola sembra la Cappella Sistina) era presente anche il fratello d’Italia Matteo Arcenni che nelle foto appare defilato, ora all’estrema destra, ora all’estrema sinistra, ma del quale ingiustamente non viene pubblicata dichiarazione alcuna. Sicché, gli è toccato provvedere da solo: il 24 settembre, il Parco Nazionale Arcipelago Toscano ha pubblicato sulla sua pagina Facebook un post nel quale Arcenni spiega, usando il plurale majestatis, il perché di questa nuova gita al Giglio: “Nei giorni scorsi siamo stati all'Isola del Giglio per un momento davvero importante: l'inaugurazione del nuovo impianto di dissalazione. Un investimento da oltre 5,3 milioni di euro con fondi PNRR curato da Acquedotto del Fiora, per garantire l’autonomia idrica totale e sostenibile dell’Isola del Giglio. Un passo decisivo verso quello che per noi è un obiettivo fondamentale: far diventare le nostre isole modelli d'eccellenza per la transizione ecologica e l'autonomia idrica. Le piccole isole hanno una sfida grande, ma con l'innovazione giusta dimostrano che un futuro sostenibile è già realtà”.
A parte il fatto che non si tratta di un nuovo dissalatore ma del rewamping del vecchio, il comunicato di Arcenni ha il merito di chiudere il cerchio della colossale e riuscita presa per il culo elettorale di Fratelli d’Italia e della destra tutta agli elettori capoliveresi ed elbani, comunque ben disposti a farsi prendere per i fondelli, a partire da quelli del Comitato anti-dissalatore.
I dissalatori che non si sarebbero mai più fatti se Montagna o Barbetti (entrambi Fratelli coltelli d’Italia) avessero vinto le elezioni comunali a Capoliveri, se la destra avesse vinto in Regione Toscana contro l’odiato Giani (del quale Arcenni sembra ormai il accompagnatore ufficiale) e se Giorgia Meloni avesse vinto (come ha vinto) le elezioni nazionali, nel comunicato del presidente del Parco imposto da Fratelli d’Italia diventano “Un passo decisivo verso quello che per noi è un obiettivo fondamentale: far diventare le nostre isole modelli d'eccellenza per la transizione ecologica e l'autonomia idrica”, e “l'innovazione giusta” che può far “diventare le nostre isole modelli d'eccellenza per la transizione ecologica e l'autonomia idrica” e che dimostra che nell’Arcipelago Toscano “un futuro sostenibile è già realtà”.
Il tutto finanziato con i soldi del PNNR nell’ambito del bando “Isole Verdi” dell’Unione Europea - Next Generation EU, e voluto fortemente dal governo Meloni che per fare prima i dissalatori ha tolto tutti i vincoli ambientali messi dal governo precedente ma che, nella mente degli elettori di destra di Capoliveri e dell’Elba, avrebbe dovuto radere al suolo l’inquinante dissalatore di Mola e che invece finanzia rewamping di dissalatori e nuovi dissalatori in giro per tutte le isole italiane come soluzione green e non inquinante. E loro lo votano e rivotano perché la colpa è della Sinistra e di Legambiente.
Ora, magari Arcenni tutto questo non lo sa, applica semplicemente e fedelmente la linea di Giorgia e del suo Partito, della Lega ex Nord e di Forza Italia, andando a farsi qualche foto al Giglio e scrivendo un comunicato che magnifica i dissalatori come ecologici e innovativi, forse nessuno dei suoi nuovi consiglieri del direttivo del Parco che facevano finta di essere contro il dissalatore gliel’ha spiegato, forse il suo Partito non gliel’ha detto che la linea nazionale pro-dissalatori all’Elba teoricamente non vale quando ci sono le elezioni… Ma che era tutto un grosso scherzo elettorale, una truffa ai votanti creduloni, questi venditori di tappeti potevano almeno spiegarlo all’imbecille pericoloso che qualche giorno fa ha sparato contro il dissalatore di Mola.
Il Guardiano Corso