Tra fact checking, outdoor e chance: il "lamento" di Fratini contro gli anglicismi
Elba Report: 15/09/2026 10:22:01
Qualche giorno fa ho messo gli occhi su un anglicismo a cui non avevo mai fatto caso, “Fact cheking”. Scopro che nel lessico giornalistico è molto usato. Sta a significare il lavoro che un giornalista compie per accertare fatti citati o dati utilizzati, ad esempio, da un uomo politico in un suo intervento. Ed in effetti “fact cheking” in italiano sta a significare “verifica dei fatti” o “verifica delle fonti”. Ma nel linguaggio giornalistico quell’anglicismo sembra abbia preso il sopravvento, come tanti altri. Purtroppo!
Un settore nel quale l’uso della lingua inglese è “straripato” è quello delle discipline sportive. Penso al calcio, anzi al football, con il suo mister al posto di allenatore, con le sue penalty, i suoi corner, assist ecc…ecc.
Si ricorre, da qualche tempo, alla lingua anglosassone anche per indicare alcune manifestazioni sportive. Ad esempio, si svolgerà per la prima volta nella nostra isola, nel mare della splendida spiaggia delle Ghiaie, a fine settembre, un “Swimprove open water race”. Ho chiesto aiuto al mio amico che, da tempo ormai, mi sono rassegnato a chiamare “computer” ed ho scoperto che si tratta di una gara di nuoto organizzata dalla Swimprove, una Azienda che si propone di aiutare nuotatori amatoriali per migliorare la loro tecnica di nuoto. Ma si poteva tradurre quell’ “open water race” in “gara in acque libere o in mare aperto”?
Sempre nel mese di settembre si potrà assistere alla prima edizione di una corsa a tappe in tre delle meravigliose isole toscane: Elba, Capraia e Pianosa. Ebbene l’evento viene annunciato con un “Run the tuscany Island”. Ora “run” è un verbo inglese che corrisponde al nostro “correre”. Non sarebbe stato meglio annunciare quell’evento con un comprensibile “Correre nelle isole toscane” o “Correre la Toscana delle isole”? E poi se non si vuole rinunciare all’inglese, almeno non si commettano errori. Siccome le isole sono tre, forse alla parola “Island” andava aggiunta una “s”. Credo.
Nello scorso mese di luglio, sabato 18 e domenica 19, si è tenuta a Marciana anche la prima edizione del “Castanetum flower festival”, una manifestazione ideata dalla Associazione nazionale città del castagno per ricordare il “valore culturale, naturalistico ed economico dei boschi di castagno italiani”. E Marciana ha fatto bene ad aderire. In questo caso si ha la curiosa novità dell’abbinamento di due parole inglesi con una, castanetum, che deriva dalla nostra lingua madre, il latino e significa “castagneto”. Ma non era possibile chiamare la lodevole iniziativa semplicemente “Festa dei castagni in fiore”?
E poi la chicca! Nel comunicato della Pro loco con il quale si indicano le attività e gli eventi che hanno caratterizzato i due giorni di festa, si ricorda che nella giornata del 18 luglio si sono svolte anche “attività pomeridiane outdoor”. Era anche possibile scrivere “all’aperto” o “in mezzo alla natura” e di natura il Comune di Marciana ne ha tanta e bella. Ma pazienza, dobbiamo seguire la moda!
In ultimo, un francesismo. La parola “chance” strausata dai telecronisti sportivi al posto delle italiane “possibilità, occasione, opportunità”. Una squadra o un atleta durante una gara deve saper cogliere o non ha sfruttato la “chance”. Ed ogni volta il telecronista o la telecronista altro non sa pronunciare che “chance”. Possibilità, occasione o opportunità sembra che non esistano, che non facciano più parte del lessico italiano. Non sono contrario all’uso anche di quel francesismo, peraltro già da tempo molto diffuso, ma sentire solo e soltanto quello, oltre che darmi fastidio, mi porta anche a pensare che sia molto diffusa una scarsa conoscenza del vocabolario.
Chiudo qui questo mio sentito, ma inutile “lamento”.
Giovanni Fratini