Spiaggia libera di Lacona: “Servono più cura e sicurezza”
Elba Report: 14/09/2026 10:44:55
Ogni anno mi reco nella stagione estiva a fare il bagno in ore tardo pomeridiane nel tratto libero della spiaggia di Lacona che va dal "vecchio Pinone" fino alla estremità lato est sotto i campeggi.
Avevo già segnalato tre anni fa lo stato di degrado, abbandono, noncuranza, sia da parte pubblica che privata dell'area prospiciente la spiaggia.
Ebbene credo che le foto scattate in questi giorni documentino una situazione di continuativo e pericoloso stato di degrado di un'area di passaggio dove transitano quotidianamente centinaia di persone, siano essi turisti che elbani residenti.
Trattasi sicuramente di un'area privata abbandonata e non delimitata e segnalata, entro la quale possono entrare persone, bambini, ragazzi, animali, che è non protetta, inguardabile dal punto di vista del decoro per essere il maggior punto di libero accesso pedonale alla spiaggia.
Esistono obblighi di messa in sicurezza anche per strutture o immobili privati verso i quali le amministrazioni comunali hanno obbligo di intervenire per evitare danni a cose e persone che transitano nella zona interessata, e c'è poi il fattore immagine per una località turistica dove non possono coesistere locali pubblici e accessi a stabilimenti in concessione con situazioni incontrollate nel tempo di zone adiacenti facendo finta di non vedere o trovare giustificazioni legali e amministrative per non far intervenire adeguatamente polizia municipale, ASL servizi ambientali e igiene pubblica competenti.
Poi la stretta strada per arrivare ai parcheggi a pagamento a ridosso della spiaggia è un tunnel tra un enorme canneto su ambo i lati e chi deve accedervi come pedone non ha spazio fisico dove ripararsi durante il transito delle auto da e per i parcheggi. Non parliamo poi di un minimo possibile accesso protetto per persone PMR con ausilio o in carrozzella.
Una situazione semplicemente vergognosa per un comune turistico per eccellenza, come viene definito quello di Capoliveri.
Credo che invece di bandiere blu per riconoscimenti ambientali e per accoglienza turistica, qui si debba parlare di assegnazione di "bandiera nera" per il pessimo livello di gestione, attenzione, cura del territorio, alla sicurezza per raggiungere uno dei pochi tratti di spiaggia libera.
Forse è ora di capire che. per rendere un territorio turistico accogliente e funzionale non basta rilasciare solo concessioni balneari, permessi edilizi a privati, licenze commerciali a gogò, ma occuparsi anche di cura, manutenzione, decoro, pulizia e servizi. E stiamo parlando di una delle più grandi, belle e frequentate spiagge elbane.
Mauro Marinari