← Indietro

Una pubblicità in aeroporto e una domanda per l’Elba: quanto pesa il costo del traghetto?
Elba Report: 14/09/2026 11:01:26

Il 10 settembre, nell’affollato aeroporto di Firenze, ho visto una pubblicità che proponeva voli diretti per la Sardegna «da 9 euro». So che si tratta di un prezzo promozionale e che un volo non è paragonabile a un traghetto con l’auto. Eppure quell’immagine mi ha fatto pensare all’Elba: per la maggior parte di chi vuole raggiungerla, la nave è la principale porta d’ingresso.
 
Quanto pesa il costo di quella porta sull’economia dell’isola?
Quando parliamo di continuità territoriale, pensiamo giustamente al diritto dei residenti di spostarsi, ai pendolari e alla necessità di garantire i collegamenti durante tutto l’anno.
Ma mi chiedo: abbiamo mai misurato quanto incidono le tariffe pagate dai non residenti sulla scelta di trascorrere una vacanza, un fine settimana o anche una sola giornata all’Elba?
 
Altre destinazioni turistiche, Sardegna compresa, offrono più aeroporti, rotte e compagnie aeree oltre ai collegamenti navali.
Una meta raggiungibile con meno spesa e più facilità è comprensibilmente più attrattiva. Chi ha una sola settimana di vacanza può permettersi di perdere due giorni tra trasferimenti e attese? Anche l’Elba ha un aeroporto, ma i voli attuali impiegano aerei da non più di 18 posti: per capacità e frequenze non è paragonabile agli scali delle grandi isole.
Per chi arriva con l’auto, il traghetto è l’unica porta d’ingresso. Questa differenza ci mette in svantaggio nella scelta dei turisti.
 
Il prezzo del traghetto si aggiunge a quello dell’alloggio, dei pasti e delle attività. Le stagioni sono sempre più corte: per alberghi, ristoranti e negozi ogni mese di lavoro conta.
Può l’intera economia dell’Elba essere ostaggio delle scelte tariffarie delle compagnie di navigazione, quando per la maggior parte dei visitatori il traghetto è la principale porta d’accesso all’isola?
 
La Regione Toscana ha previsto per i collegamenti marittimi dell’intero Arcipelago un compenso di 192 milioni di euro in dodici anni. La gara conferma le agevolazioni per residenti e pendolari e apre alla possibilità di estenderle ad altre categorie. Perché non discutere anche dell’accessibilità dell’Elba fuori stagione?
 
Da cittadina mi chiedo: perché non studiare il costo del viaggio di andata e ritorno, soprattutto con auto, e il suo effetto sulle presenze turistiche e sulle attività? Se i dati confermassero che il prezzo frena le visite fuori stagione, perché non valutare una tariffa sperimentale per i non residenti, stimandone il costo e verificandone i risultati?
 
La mobilità dei residenti deve restare una priorità. Ma è giusto che le compagnie di navigazione possano condizionare unilateralmente il futuro dell’intero comparto
economico dell’isola? Non sarebbe più utile un confronto tra le compagnie, la Regione Toscana, i Comuni elbani e le associazioni di categoria per definire insieme strategie sui prezzi e sui collegamenti, capaci di rendere l’Elba più accessibile, aiutare le imprese a lavorare più mesi all’anno e favorire occupazione e crescita?
 
Cristina Gasparri
 
Nella foto - Pubblicità fotografata all’aeroporto di Firenze il 10 settembre 2026. «Da 9 €» è una tariffa promozionale di partenza.
 
Fonte: Regione Toscana, 19 giugno 2025, gara marittima.
Voli 2026 da 18 posti: comunicazione SmallFly.

Fonte: https://www.elbareport.it/politica-istituzioni/item/81810-una-pubblicit%C3%A0-in-aeroporto-e-una-domanda-per-l%E2%80%99elba-quanto-pesa-il-costo-del-traghetto