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Ridiamo un sogno ai bambini palestinesi, la lettera di Giacomo Barra
Elba Report: 07/09/2026 11:29:15

Riceviamo e pubblichiamo la lettera ricevuta dai Messaggeri del Mare a firma di Giacomo Barra.
 
Carissimi amici Messaggeri del Mare,
Premetto che non sono spinto da nessuno, e che scrivo queste righe unicamente a titolo di esperienza personale e a fin di bene.
 
Nel Novembre scorso non ce l'ho fatta più.
Dopo aver appreso dal notiziario televisivo che non solo gli aiuti alimentari giacevano ammassati all'ingresso di Gaza, bloccati dall' esercito israeliano.
Che non solo la popolazione moriva di sete e di epidemie, per la mancanza di acqua.
Ma che addirittura i bambini erano aggrediti da migliaia di topi, che si aggirano famelici fra le macerie dove sono ancora sepolti i corpi delle vittime di questa atroce carneficina, che genera morti, morti, e ancora morti, e che pochi hanno il coraggio di chiamare con il suo vero nome.
Dopo tutto questo, mi sono detto che dovevo assolutamente fare qualcosa.
 
Avevo già inviato donazioni alle organizzazioni umanitarie, che fra mille difficoltà portano un aiuto a queste persone, che come noi hanno diritto alla vita.
Ma sentivo che tutto questo non bastava. Dovevo far arrivare il mio aiuto in modo più diretto, dovevo riuscire ad aggirare gli ostacoli frapposti dalla crudeltà del codice militare, se volevo prendere sonno la sera, senza sentirmi complice di questa mostruosità della Storia.
 
Perché ogni volta che mi metto a tavola, non posso fare a meno di pensare a quei bambini che non hanno nulla da mangiare, aggrediti dai topi.
Così ho scritto a "Terre des hommes", una organizzazione umanitaria che si occupa soprattutto dell'infanzia nelle zone di guerra, e ho chiesto se potevo adottare a distanza un bambino palestinese.
Mi hanno risposto subito, proponendomi un bambino che vive in Cisgiordania, e precisamente a Ramallah.
E così è cominciata la nostra meravigliosa avventura.
 
Dico "nostra", perché se per lui c'è sapere che qualcuno da lontano lo pensa con affetto, per me c'è la gioia immensa di fare qualcosa per una creatura che ha un estremo bisogno di aiuto. Un aiuto, badate, non solo materiale.
Mi scrivono i volontari di "Terre des hommes" che i bambini palestinesi disegnano ormai solo tende devastate dagli incendi, genitori straziati dalla guerra, e bombe, tante bombe, piovute dal cielo.
Capite le dimensioni di questa tragedia?
Perciò una parola buona, un sorriso donato da una educatrice a questi bambini, è un gesto di speranza importante quanto il pane.
Grazie a questa adozione a distanza, che mi costa la bellezza di 80 centesimi al giorno, il " mio" bambino può andare a scuola due volte alla settimana. ( Non tutti i giorni, come sarebbe necessario, perché non è consentito ).Può giocare al sicuro con gli altri suoi coetanei. E può coltivare il suo sogno, che è quello di diventare un futuro ingegnere elettronico.
 
Per questo, a tutti coloro che come me si sentono impotenti davanti a questa tragedia, e non sanno come fare per aiutare, vorrei suggerire di prendere in considerazione l'adozione a distanza.
Adottando un bambino potrete fare arrivare subito il vostro aiuto, e capirete che ne è valsa la pena.
Sarete ripagati mille volte del vostro impegno, perché il cuore vi scoppierà di gioia, ogni volta che riceverete una letterina dal vostro piccolo caro. Oppure una sua fotografia.
Potrete addormentarvi la sera pensando a lui.
E sentirete di avere fatto finalmente qualcosa, una "piccola, grande cosa", in questo mare di mostruosa, crudele indifferenza.
Grazie.
 
Giacomo Barra
 
Foto da ventoditerra.org

Fonte: https://www.elbareport.it/eventi-societa/item/81682-ridiamo-un-sogno-ai-bambini-palestinesi,-la-lettera-di-giacomo-barra