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Dalla Casa di Reclusione di Porto Azzurro nasce un progetto di lavoro, creatività e integrazione sociale
Elba Report: 21/08/2026 13:07:39

Un progetto che confida nel sostegno del territorio elbano.
È finalmente online incarcere.it, il sito dedicato al progetto nato da un’idea dell’imprenditrice e designer elbana Simona Giovannetti - titolare del marchio Dampaì che produce accessori moda design - e sviluppato con la collaborazione della direttrice e del comandante della Casa di Reclusione “Pasquale De Santis” di Porto Azzurro.
 
Il progetto prende forma da un oggetto semplice, ma dal forte valore simbolico: due anelli intrecciati che si uniscono e si separano, metafora di relazione e resilienza. Una catena che può chiudere, ma anche liberare. I primi oggetti sono stati realizzati artigianalmente in legno nella falegnameria del carcere e raccontano non soltanto la detenzione, ma anche il lavoro, le capacità personali e la possibilità di costruire un nuovo percorso. La realizzazione di questo oggetto ha già aperto una collaborazione con la Casa di Reclusione di Orvieto, contribuendo ad ampliare il progetto oltre i confini del territorio elbano.
 
I veri protagonisti di “inCarcere” sono i detenuti assunti da Dampaì e coinvolti nella realizzazione e nello sviluppo dell’iniziativa. L’obiettivo è che, con il tempo, possano acquisire sempre maggiore autonomia, diventando capaci di gestire e portare avanti direttamente il progetto.
 
Dopo l’autorizzazione alla pubblicazione del sito, “inCarcere” può finalmente farsi conoscere. Gli oggetti sono attualmente esposti e disponibili nei negozi Dampaì dell’Isola d’Elba (a Portoferraio, Porto Azzurro e Capoliveri), ma l’iniziativa è aperta alla collaborazione del territorio: le realtà commerciali elbane interessate potranno ospitare gli anelli di “inCarcere” ed esporli nei propri spazi, contribuendo concretamente alla diffusione e al sostegno del progetto.
 
La presentazione ufficiale alla popolazione è prevista per il prossimo autunno-inverno. Sarà l’occasione per raccontare il lavoro svolto, le persone coinvolte e gli sviluppi futuri, ma soprattutto per invitare istituzioni, associazioni, imprese, artigiani, commercianti e cittadini a partecipare. «Un progetto come questo non può crescere senza la collaborazione del territorio», sottolinea Simona Giovannetti. «Per diventare una vera opportunità deve essere conosciuto, condiviso e sostenuto dalla comunità elbana».
 
L’obiettivo, dunque, non è soltanto realizzare e vendere degli oggetti, ma creare nuove occasioni di formazione, responsabilità e lavoro. Tra i prossimi sviluppi c’è la volontà della direzione della Casa di Reclusione di Porto Azzurro di attivare un laboratorio di ceramica all’interno dell’istituto, accompagnato da un percorso formativo. Gli anelli di “inCarcere”, oggi realizzati in legno, potranno così essere prodotti anche in ceramica, ampliando le possibilità creative e permettendo ai detenuti di acquisire nuove competenze professionali. È già stato individuato un professionista disponibile a occuparsi della formazione.
 
“inCarcere” è un progetto appena nato, ma guarda lontano: vuole trasformare il lavoro e la creatività in strumenti di autonomia, dignità e reinserimento, fino a diventare un’iniziativa portata avanti direttamente dai suoi protagonisti, con il sostegno di tutta l’Isola d’Elba. Un ponte tra comunità, carcere, artigianato e design.
 
Per conoscere il progetto: www.incarcere.it
 

Fonte: https://www.elbareport.it/arte-cultura/item/81393-dalla-casa-di-reclusione-di-porto-azzurro-nasce-un-progetto-di-lavoro%2C-creativit%C3%A0-e-integrazione-sociale%2C-che-confida-nel-sostegno-del-territorio-elbano