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Merlini su controllo atti: ricostruzioni distorte della giunta sul ruolo dei consiglieri di minoranza
Elba Report: 03/08/2026 16:31:50

 
Leggo con un misto di stupore e preoccupazione la bizzarra interpretazione che l’Amministrazione comunale di Portoferraio dà del ruolo dell’opposizione, così come emersa nel recente comunicato apparso sulle testate giornalistiche online. Sostenere che un consigliere di minoranza non debba guardare gli atti gestionali, ma debba limitarsi a “fare opposizione in Consiglio comunale”, dimostra una profonda lacuna (o una furbesca dimenticanza) dei fondamentali del diritto amministrativo e del Testo Unico degli Enti Locali.
 
 
L’art. 43 del D.Lgs. 267/2000 non lascia spazio a interpretazioni. I consiglieri comunali hanno il pieno diritto di ottenere dagli uffici tutte le notizie e le informazioni utili all’espletamento del mandato. Questo diritto non si limita alle sole delibere di Giunta e di Consiglio, ma si estende a tutta l’attività gestionale del Comune incluse le determine dei Dirigenti. Il compito della minoranza è vigilare sulla correttezza e sul buon andamento dell’intera macchina comunale. Se l’Amministrazione comunale pensa che la minoranza debba fare da passacarte davanti agli atti degli uffici, ha sbagliato destinatario. Forse è il caso di ripassare cosa fa il Consiglio comunale. In quella sede si portano gli atti di indirizzo politico, la programmazione e i grandi atti contabili (Rendiconto, riconoscimento debiti fuori bilancio ecc.). Tutti atti fondamentali, certo, ma nessuno di questi è un atto di diretta gestione o di immediato impegno su un appalto. Le determine dei Dirigenti, invece, sono atti gestionali immediati che impegnano concretamente i soldi dei cittadini. 
 
Quando riscontro un’anomalia evidente in una determina, il mio dovere di eletto mi impone di contestarla subito e pubblicamente, a tutela delle casse pubbliche. Trovo francamente esilarante la tesi secondo cui l’Amministrazione si sarebbe accorta da sola dell’errore perché l’atto era ancora “in itinere”. Significa ammettere che si ignorano le procedure elementari del Comune amministrato. La determina in questione era già regolarmente pubblicata all’Albo Pretorio. Un atto pubblicato non è “in itinere”, è un atto firmato, esecutivo e con piena efficacia esterna. Significa che l’impegno di spesa era già formalmente errato a tutti gli effetti. 
 
La verità è una sola, La determina è stata corretta di corsa solo DOPO la mia segnalazione al comune per PEC. È stata messa una pezza per evitare ben più gravi conseguenze contabili perché messi con le spalle al muro dal controllo della minoranza. Invece di fare un bagno di umiltà dopo la brutta figura pubblica, l’Amministrazione oggi prova a metterci una toppa come se fosse farina del proprio sacco. Arriva addirittura a sostenere pubblicamente che l’atto fosse “legittimo”. Siamo al paradosso giuridico e contabile. C’è un’offerta economica presentata da una ditta e c’è un impegno di spesa, firmato dal Dirigente, che supera quella stessa offerta. Un impegno di spesa superiore all’offerta configura un potenziale danno erariale o, quantomeno, una macroscopica anomalia amministrativa. Se l’atto originario era legittimo, per quale motivo è stato modificato di corsa riducendo la cifra subito dopo la mia segnalazione? L’ Amministrazione deve spiegare questo ai cittadini, anziché perdersi in lezioncine di bon ton istituzionale.
 
Contestare un atto amministrativo non significa attaccare gli uffici, ma esercitare il mandato che i cittadini mi hanno affidato. La trasparenza non si sbandiera solo in campagna elettorale per poi infastidirsi quando qualcuno fa le pulci alle carte.
 
Per quanto mi riguarda continuerò a spulciare ogni singola determina, ogni impegno di spesa e ogni delibera. Se l’attività di controllo e la richiesta di chiarezza innervosiscono così tanto, significa che stiamo procedendo esattamente nella direzione giusta.”
 
Marcella Merlini

Fonte: https://www.elbareport.it/politica-istituzioni/item/81027-merlini-su-controllo-atti-ricostruzioni-distorte-della-giunta-sul-ruolo-dei-consiglieri-di-minoranza