A Marciana Marina il riposo è in deroga?
Elba Report: 02/08/2026 15:25:27
Cronaca semiseria di una notte sullo “scoglio”: musica fino alle 2:06, schiamazzi oltre le quattro e una domanda molto semplice alle autorità locali.
Gli elbani chiamano affettuosamente la loro isola “lo scoglio”. Io sono arrivato a Marciana rina, dove ho preso in affitto un appartamento, con il rispettabile proposito di trascorrere qualche giorno di meritato riposo.
Ho degli amici di lunga data che, come me, hanno l’abitudine di trascorrere qui alcuni giorni di vacanza e con i quali ci scambiamo piacevolmente cene casalinghe. Il programma è di quelli che riconciliano con la vita: bagni in un paio di spiagge immacolate, cene in ristoranti di grido, molte chiacchiere e qualche esperimento domestico.
Questa volta sarò io a proporre ai miei amici il pesce fornito da un pescatore locale, marinato sottovuoto e cotto a bassa temperatura. Ebbene sì, voleremo alto; speriamo soltanto di non cascare. Di sicuro, dopo la prima notte, ho già sperimentato con successo la cottura lenta dell’inquilino: sei ore a fuoco basso, nel proprio letto, senza mai raggiungere il punto di riposo.
Senonché … parola che nelle cronache di vacanza annuncia sempre una perturbazione senza nuvole … al calare della sera comincia la movida del paese.
Le stradine si popolano. C’è chi cena sui dehors dei tanti ristorantini, chi passeggia con la carrozzina, chi con il cane e chi con entrambi. I ragazzi si raccolgono in capannelli, si salutano, ridono, si raccontano la giornata. Tutto bello, tutto vivo. Chi di noi non ha avuto gli “amici del muretto” nella località in cui trascorreva le vacanze con i genitori?
Poi, però, la popolazione adulta si ritira. Restano i giovanissimi: molti maggiorenni, presumibilmente, e anche diversi adolescenti. Tanto siamo al mare.
A quel punto i ristoranti cominciano a chiudere e i bar prendono il sopravvento: alla somministrazione dei pasti subentra una produzione industriale di cocktail, bassi che fanno vibrare i polmoni e decibel che fanno fischiare le orecchie. Non sono in grado di conoscere l’età di chi beve, né intendo formulare accuse senza riscontri. La domanda, tuttavia, è legittima: i controlli sull’età vengono effettuati davvero e con regolarità? La legge vieta la vendita e la somministrazione di alcolici ai minori di diciotto anni; al momento dell’acquisto deve essere richiesto un documento, salvo che la maggiore età sia manifesta. Per gli infra-sedicenni entra inoltre in gioco l’articolo 689 del Codice penale. Il bancone di un bar, insomma, non è una zona franca dell’anagrafe.
L’alcol abbassa i freni inibitori: non è una scoperta né della Gen Z né dei baby boomer.
Nell’aria, di tanto in tanto, arriva anche qualche nota resinosa non propriamente riconducibile alla macchia mediterranea. Un naso allenato registra, ma la prudenza impone di non diagnosticare: un odore non è una prova e qui ci fermiamo.
Noi baby boomer non eravamo affatto santi. Rientravamo a mezzanotte, magari all’una quando ci sentivamo già emancipati, e qualche volta aspettavamo l’apertura del forno per vantarci di avere conquistato la brioche ancora calda. Oggi, invece, a mezzanotte spesso non si rincasa: si comincia. Prima il riposo fino a tardi, poi doccia, vestizione e tutti fuori fino all’alba, magari a “fare after”. Lasciamo stare le generazioni Alfa e le neonate Beta, per il momento ancora relativamente innocenti e, si spera, a casa, purtroppo, si sa, davanti allo schermo con accessi incontrollati nei labirinti del web.
Fin qui, ancora una volta, niente di scandaloso. Anche noi abbiamo bighellonato, riso troppo forte e detto sciocchezze memorabili. La differenza è che, se sostavamo a chiamazzare sotto le finestre altrui, prima si affacciava qualcuno a redarguirci; poi, nei casi più pedagogici, arrivava una secchiata d’acqua (e speravamo fosse soltanto acqua) oppure arrivavano i vigili. Quelli che conoscevano il significato dell’espressione “schiamazzi notturni”.
La camera dell’appartamento che ho preso in affitto affaccia a pochi metri da alcuni locali. La musica ad alto volume è terminata alle 2:06. La precisione non è pignoleria: è l'orologio ell’insonnia. Alle 2:07 è cominciato il concerto a cappella: urla, risate sguaiate, discussioni, qualche litigio e motorini in partenza. Il tutto è proseguito oltre le quattro del mattino dal rumore insopportabile delle bottiglie che finiscono nei bidoni della spazzatura ad opera dei camerieri nottambuli.
Insomma, un incubo, con vista mare.
E qui la faccenda smette di essere una disputa fra anziani insofferenti e giovani festaioli. Perché la quiete pubblica non è un sentimento nostalgico: è un bene tutelato dall’ordinamento.
L’articolo 659 del Codice penale parla chiaramente di chi, mediante schiamazzi o rumori oppure abusando di strumenti sonori, disturba le occupazioni o il riposo delle persone. Dal 2022 il primo comma è, di regola, procedibile a querela della persona offesa, salve le ccezioni previste per spettacoli, ritrovi o trattenimenti pubblici e per persone incapaci. Il principio, comunque, resta semplicissimo: il sonno altrui non è un effetto collaterale inevitabile del fatturato estivo.
Esiste poi l’articolo 844 del Codice civile, che pone il limite della “normale tollerabilità” alle immissioni sonore provenienti dal fondo vicino. “Normale tollerabilità” non significa che ad agosto sia normale tollerare tutto.
Ma c’è di più: Marciana Marina possiede un proprio Regolamento comunale per la disciplina delle attività rumorose. Non è un testo clandestino. Lo pubblica il Comune e contiene passaggi sorprendentemente comprensibili anche senza laurea in urisprudenza.
Il regolamento ricorda anzitutto che gli schiamazzi occasionali ricadono nell’articolo 659 del Codice penale. Quanto ai pubblici esercizi, stabilisce che la valutazione d’impatto acustico deve considerare anche il cosiddetto “rumore antropico”, cioè quello prodotto dagli avventori. Traduzione dal burocratese: la clientela che urla fuori da un locale non è un fenomeno atmosferico e non può essere trattata come un temporale estivo.
L’articolo 23 precisa inoltre che, per le attività stagionali all’aperto con diffusione sonora, svolte senza deroga a meno di cento metri dalle abitazioni, le sorgenti sonore possono funzionare fino alle 23 dalla domenica al giovedì e fino a mezzanotte il venerdì, il sabato e nei prefestivi. Le 2:06, qualunque fosse il giorno della settimana, appartengono a un altro fuso orario!!!
Naturalmente potrebbe esistere una deroga. In tal caso sarebbe utile conoscerla. Lo stesso regolamento, all’articolo 7, prevede un registro delle autorizzazioni in deroga e la pubblicazione dell’elenco aggiornato sul sito comunale, con localizzazione, durata e iferimenti degli atti. Domandare quale deroga consenta musica fino a quell’ora, con quali limiti e per quali locali non è fare
polemica: è chiedere trasparenza. E la trasparenza, per fortuna, non produce decibel.
Quanto ai controlli, l’articolo 36 li attribuisce all’Amministrazione comunale, che si avvale della Polizia municipale e del supporto tecnico di ARPAT; i controlli che non richiedono misurazioni fonometriche spettano alla stessa Polizia municipale. Il regolamento ontempla sanzioni, ordinanze di riduzione del rumore e, nei casi previsti, perfino la
sospensione dell’attività rumorosa.
E allora la domanda sorge spontanea «Dove sono i vigili di Marciana Marina?» non è un’offesa. È quasi una citazione regolamentare.
Nessuno pretende di trasformare il lungomare in un convento di clausura. I locali lavorano pochi mesi, danno occupazione, richiamano turisti e rendono il paese vivo. Ma il diritto di lavorare non comprende l’abbonamento obbligatorio al DJ set per tutte le camere da letto del vicinato. La musica è una risorsa turistica; ma anche poter dormire lo è!
Un paese che vende ospitalità non può offrire, insieme alla camera, la veglia forzata fino alle quattro.
La mattina seguente mi sono confrontato con i miei amici di lunga data, che conoscono bene le notti di Marciana Marina. Siamo addivenuti alla conclusione che questo disagio si vverifica solamente nei mesi estivi e che se volessimo una tranquillità assoluta non dovremmo più prenotare per il mese di agosto.
Comunque approfondiremo presso le istituzioni locali se le norme vengono applicate, se esistono deroghe, quali controlli si svolgono e perché il residente debba sentirsi quasi molesto quando chiede semplicemente di riposare.
Nel frattempo, metterò una pezza alla notte insonne con un riposino pomeridiano. Iprotagonisti della notte, secondo consuetudine, si alzeranno a mezzogiorno inoltrato: loro recuperano così, sullo scoglio. Noi baby boomer, invece, restiamo scoglionati.
Ci consoleremo con il pesce, la marinatura sottovuoto e la cottura a bassa temperatura. Voleremo alto, come previsto, anche se con le occhiaie. E continueremo ad ammirare questa isola meravigliosa, l’isola dei profumi, capace però, quando rinuncia a governare le proprie notti, di diventare sorprendentemente inospitale.
Perché il mare si viene anche ad ascoltare. Purché, ogni tanto, si spenga la musica.
Per chi volesse approfondire - Le norme richiamate sono state verificate sul regolamento acustico ufficiale di Marciana Marina, sul testo aggiornato dell’articolo 659 del Codice nale, sull’articolo 689 e sulla norma che ha esteso il divieto ai casi di vendita o somministrazione di alcolici ai minorenni.
Fonte: https://www.elbareport.it/eventi-societa/item/81000-a-marciana-marina-il-riposo-%C3%A8-in-deroga