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Portoferraio 1786. I possidenti benestanti non provvedono al pagamento delle tasse: nascita del Catasto Leopoldino
Elba Report: 31/07/2026 11:00:57

Gli anni settanta ed ottanta del settecento in Toscana sono caratterizzati da profonde riforme volute dal granduca Pietro Leopoldo volte a trasformare l’intero sistema delle comunità comunali toscane: bilanci, elezioni, controlli, giustizia minore, polizia urbana, fiscalità sono nel mirino del processo riformatore leopoldino. Documento conservato nell’archivio storico del comune di Portoferraio, dallo scrivente ritrovato, non porta data precisa in cui è stato manoscritto ma è da inquadrarsi nel periodo sopra accennato in quanto fa preciso riferimento a norme contenute in un regolamento emanato il 12 ottobre 1782, regolamento particolare per la comunità di Portoferraio, esclusivo per essa.
 
Trattasi di carta di archivio dove “gli Infrascritti Nativi di Portoferraio” che si definiscono “Possidenti Benistanti nel territorio medesimo” si rivolgono alla magistratura comunitativa ferraiese sostenendo di non essere tenuti a pagare il “dazio statale” cioè la tassa loro imposta per supplire alla spese occorrenti alla Comunità poiché la tassa non è stata determinata col “metodo, sistema e proporzioni ordinate da Sua Altezza Reale” previsto nel Regolamento sopra citato. Supplicano pertanto “le Magnifiche Signorìe loro a volersi degnare di prendere quei provvedimenti che crederanno più necessari affinché venga eseguito il Reparto della suddetta imposizione Comunitativa colla dovuta proporzione in conformità dei sopraespressi veneratissimi Sovrani comandi”
Questi “veneratissimi Sovrani comandi” costituiscono il nuovo sistema fiscale riformato che prevede il pagamento proporzionale alla rendita reale della proprietà :non più tasse arbitrarie o contrattate con comunità e appaltatori cioè privati o compagnie che hanno ricevuto dallo Stato l’appalto di una o più entrate pubbliche come gabelle, dazi, monopoli, imposte indirette, servizi di approvvigionamento.
Tale pagamento proporzionale alla reale rendita della proprietà è legato alla nascita di catasto geometrico particellare: ogni proprietà fondiaria deve essere misurata, classificata e valutata. Fatta questa operazione, si esegue “il reparto della suddetta imposizione comunitativa” cioè si determina una imposta unica fondiaria che va a sostituire gran parte delle vecchie gabelle e tributi locali da imporsi ai possidenti benestanti.
 
Questa la carta di archivio integralmente trascritta nella quale i possidenti benestanti di Portoferraio dicono di “non essere tenuti a pagare quella rata d’imposizioni o sia dazio statale imposta presentemente”:
 
“Magnifici Signori Gonfaloniere e Priori
Rappresentanti la Comunità di Portoferraio
Gli Infrascritti Nativi di Portoferraio Possidenti Benistanti nel territorio medesimo ,Servi della Magnifiche Signorie Loro, con tutto il dovuto respetto Le rappresentano come credono costantemente di non essere tenuti a pagare quella rata d’imposizioni o sia dazio statale imposta presentemente per supplire alle spese occorrenti a questa Comunità per non essere stato fatto il reparto del residuo delle medesime con quel metodo sistema e proporzioni ordinate da Sua Altezza Reale nel Regolamento per questa Comunità emanato sotto il dì 12 ottobre 1782 e benignamente prescritte negli articoli 34,35,43 a 48 in detto Regolamento che perciò
Supplicano le Magnifiche Signorìe loro a volersi degnare di prendere quei provvedimenti che crederanno più necessari affinché venga eseguito il Reparto della suddetta imposizione Comunitativa colla dovuta proporzione jn conformità dei sopraespressi veneratissimi Sovrani comandi protestandosi l’Esponenti d’essere pronti a pagare la loro giusta tangente fanno alle Magnifiche Signorìe loro devotissimo reverenza
Io Agostino Sbarra mano propria
Io Francesco Antonio Rovignola mano propria
Io Antonio Pandolfi mano propria
Io Pier Gio. Castelli mano propria
Io Gio. Tommaso Coppi mano propria
Io Carlo Angiolini mano propria
Io Giuseppe Filippi mano propria”
(Filza “Istanze comunitative dal 1784 al 1790“ C25-19. Archivio storico comune Portoferraio)
 
La carta di archivio è importante perché documenta la situazione creatasi in seguito alle nuove disposizioni fiscali riformatrici di Pietro Leopoldo ,situazione che condurrà l’amministrazione civica di Portoferraio a creare i registri di catasto immobiliare noti come Catasto Leopoldino.
 
Marcello Camici

Fonte: https://www.elbareport.it/arte-cultura/item/80954-portoferraio-1786-i-possidenti-benestanti-non-provvedono-al-pagamento-delle-tasse-nascita-del-catasto-leopoldino