Lo zoologo di fama mondiale Boitani boccia l’introduzione della Cinta senese a Pianosa
Elba Report: 24/07/2026 12:52:49
Per Rita De Stefano, chair del gruppo nazionale di esperti valutatori dell’Iucn, il Parco nazionale rischierebbe di perdere lo standard Green list. Un’intervista a due voci per approfondire. Tranchant giudizio del prof. Boitani.
Dopo la notizia della volontà della Regione Toscana di trasferire degli esemplari di cinta senese sull’isola di Pianosa e la dura presa di posizione di Legambiente, abbiamo iniziato a sentire pareri di carattere scientifico.
Iniziamo col prof. Luigi Boitani, zoologo di fama mondiale*.
Prof. Boitani, la Regione Toscana valuta di trasferire alcuni esemplari di Cinta senese sull’isola di Pianosa per salvaguardare la razza dalla peste suina africana (Psa), cosa ne pensa dell’iniziativa?
Io penso che sia un'idea demenziale. Salvare la cinta senese può essere un'iniziativa molto interessante e importante, ma ci sono tanti altri modi per farlo. La peste suina si trasmette per contatto diretto, non è che vola nell'aria, quindi basta fare delle recinzioni efficaci, in genere si fa una doppia recinzione e in questo modo si possono salvare gli animali. Metterli sull'isola di Pianosa che è un'area protetta, delicata e importante per la biodiversità, appena ripulita dal parco da diverse altri specie invasive, mi sembra un'idea contraria a qualsiasi ragionevole ipotesi.
Il Parco nazionale Arcipelago toscano è una delle 3 aree protette Italiane che ha conseguito la prestigiosa certificazione dell’IUCN green list, che peraltro è in fase di rinnovo, lei è un autorevole membro di tale organizzazione. Come potrebbe influire su questo l’immissione della cinta senese a Pianosa?
Potrebbe sicuramente avere un impatto negativo sulla valutazione che si può fare dello stato di conservazione del Parco. Pianosa non è un dettaglio insignificante nel Parco dell'Arcipelago toscano, al contrario è una componente molto importante. Quindi metterla a repentaglio in maniera così deliberata e non per un incidente che viene da fuori, indipendentemente dalle volontà gestionali, come un virus, un inquinamento o qualcosa di simile, ma pianificando a tavolino di portare un ovvio elemento di disturbo, mi sembra veramente un'operazione senza senso.
Su quest’ultimo punto abbiamo sentito la D.ssa Rita De Stefano**, chair del gruppo nazionale di esperti valutatori (EAGL) dell’IUCN
D.ssa De Stefano ci spiega brevemente cos’è la Green List dell’IUCN e qual è il suo ruolo nell’organizzazione.
La Green List dell’IUCN (la più grande e importante organizzazione mondiale per la conservazione della natura) è lo standard internazionale che certifica l'eccellenza nella governance, nella gestione efficace e nei risultati di conservazione conseguiti dalle aree protette. Questo standard si basa su criteri rigorosi e riconosce i siti che dimostrano di tutelare efficacemente ecosistemi e biodiversità, coinvolgere gli stakeholder e garantire benefici duraturi per la natura e le comunità.
Gli esperti dell’EAGL nazionale (in totale 9) sono stati selezionati dalla IUCN per esaminare le candidature delle aree protette italiane che intendono intraprendere il complesso processo della certificazione Green List; io ho l’onore di far parte di questo gruppo dalla sua prima composizione che ha esaminato le candidature dei 3 parchi nazionali italiani certificati e, nell’attuale mandato, anche di presiederlo.
L’immissione di esemplari di cinta senese sull’isola di Pianosa potrebbe effettivamente compromettere il rinnovo del riconoscimento al Parco nazionale Arcipelago toscano?
Il Parco Nazionale Arcipelago Toscano ha conseguito il riconoscimento nel 2021 e se vorrà continuare a far parte di questa élite – che oggi conta non più di 200 siti in tutto il mondo e solo 3 in Italia -, entro il 2026 dovrà portare a termine la procedura di “re-listing” che di fatto significa dimostrare di possedere ancora tutti i requisiti necessari stabiliti dallo standard globale.
Ricordo che uno dei principi cardine della Green List riguarda proprio la capacità delle aree protette di conservare e ripristinare gli ecosistemi naturali, prevenendo e gestendo le pressioni derivanti dall'introduzione di specie alloctone o comunque estranee agli equilibri ecologici dei siti. L’isola di Pianosa costituisce un caso emblematico di successo nella conservazione della biodiversità, proprio grazie alle importanti azioni di eradicazione di specie introdotte. Tali azioni sono state proprio le best pratices che hanno consentito al parco di ottenere l’importante riconoscimento. In questo contesto, l'introduzione di esemplari di cinta Senese potrebbe apparire in contrasto con il percorso di conservazione che ha caratterizzato l'isola e rappresentare un elemento di criticità nella valutazione degli standard della Green List.
a cura di Luca Aterini
da greenreport.it
*Il prof. Luigi Boitani ricopre posizioni apicali all'interno della IUCN (Unione Internazionale per la Conservazione della Natura), concentrando la sua attività nella Species Survival Commission (SSC), una delle sei commissioni esperte dell'organizzazione.I suoi ruoli e commissioni includono: Chair (Presidente) della Large Carnivore Initiative for Europe (LCIE): È il leader di questo influente gruppo specialistico affiliato alla SSC, che si occupa di monitorare e sviluppare strategie di conservazione per orsi, lupi, linci e ghiottoni in tutta Europa.Membro dello SSC Steering Committee: Fa parte del comitato direttivo che guida e coordina le attività globali della Species Survival Commission dal 1994. Chair del Red List Committee: Presiede il comitato scientifico che sovraintende alla gestione e allo sviluppo della Lista Rossa IUCN delle specie minacciate (The IUCN Red List of Threatened Species). Membro dello IUCN Canid Specialist Group: All'interno di questo gruppo, coordina in modo specifico il gruppo di lavoro dedicato al lupo in Europa.
**Rita De Stefano, biologa, è presidente dell’Istituto Pangea ETS ed è esperta di aree protette, conservazione della biodiversità, formazione ed educazione ambientale. In ambito IUCN è: membro della WCPA (World Commission on Protected Areas) dal 2002; membro dell’EAGL nazionale dal 2018 (chair dal 2019 e membro del consiglio direttivo del Comitato Italiano dal 2020.