← Indietro

Decesso Raspolli - La famiglia chiede chiarezza su quanto accaduto al Pronto Soccorso
Elba Report: 17/07/2026 15:43:08

Con questo intervento desidero esporre quanto accaduto a mio marito Roberto nella giornata martedì 7 luglio 2026, affinché i fatti possano essere conosciuti e, se necessario, approfonditi dalle Autorità competenti.
 
La ricostruzione che segue è basata su quanto vissuto direttamente da me e dai miei familiari. Gli orari riportati sono indicativi, salvo quelli risultanti dalla documentazione clinica.
 
Alle ore 5.12 mia figlia Roberta chiama il 112 per il ricovero di mio marito in ospedale per fortissimi dolori addominali riferendo all' operatore che probabilmente si tratta di una briglia intestinale sulla base di episodi analoghi già verificatisi in passato.
Intorno alle ore 6.00 del mattino mio marito viene trasportato in ambulanza all'Ospedale di Portoferraio. Anche al triage viene detto chiaramente che i sintomi erano molto probabilmente riconducibili a una occlusione intestinale. Si trattava naturalmente di una valutazione personale, formulata esclusivamente per descrivere la situazione osservata e non di una diagnosi medica.
Non sappiamo con quale codice sia stato ricoverato mio marito, sappiamo soltanto che, per noi, non si è tenuto conto dell'estrema urgenza del caso.
Infatti, la TAC è stata effettuata soltanto dopo oltre 4 ore dal ricovero e, questo elemento, a mio avviso, merita di essere ricostruito nell'ambito dell'intera vicenda.
Verso le ore 11.00 un medico mi comunica che si rende necessario un intervento chirurgico urgente presso una struttura diversa e che, per questo motivo, era stato allertato l'elisoccorso.
Con il passare del tempo le condizioni di mio marito si aggravano tra lancinanti dolori, l'addome si gonfia in modo spropositato. Era evidente anche ad un profano che la situazione stava peggiorando.
L'elisoccorso non arriva, quindi ho dei dubbi che sia stato chiamato intorno alle ore 11 come mi era stato riferito. Tra le ore 12.30 e le ore 14.00 informo ripetutamente le mie figlie, che si stavano organizzando per partire verso l'ospedale di Livorno, che il trasferimento non è ancora avvenuto.
 
Mio marito, ancora perfettamente in grado di capire, mi implora di chiamare i carabinieri perché lo stavano facendo morire.
 
Preoccupata per la situazione, mia figlia Federica ha chiesto al Pronto Soccorso chiarimenti sulle ragioni dell'attesa. Ha contattato anche il servizio competente per l'elisoccorso, senza riuscire ottenere indicazioni precise sui tempi di arrivo. Successivamente, si è rivolta ai responsabili dell'ospedale, manifestando la sua forte preoccupazione per le condizioni di mio marito.
Le è stato riferito che i parametri clinici risultavano sotto controllo e che, qualora le condizioni lo avessero richiesto, sarebbe stato possibile procedere con un intervento anche presso l'Ospedale di Portoferraio.
 
Ritenendo la situazione particolarmente grave e come voluto dal babbo, ha richiesto anche l'intervento dei Carabinieri affinché prendessero atto delle circostanze presenti in quel momento.
A questo punto siamo state informate che l'elisoccorso sarebbe arrivato nel giro di circa un'ora / un'ora e mezzo.
Le mie figlie sono partite per raggiungere l'ospedale di Livorno. Durante la traversata le informo che il trasferimento non era ancora stato effettuato e che le condizioni di mio marito si erano ulteriormente aggravate.
 
L'elisoccorso è arrivato intorno alle ore 16.00.
Non vedendolo passare dal corridoio dove transitano i barellati, chiedo informazioni ad un medico, il quale mi risponde che quello non era l'unico passaggio e che l'elisoccorso era partito.
Non era vero, a questo punto ritorno al pronto soccorso e pretendo di vedere mio marito.
Quando ci riesco, era intubato e privo di conoscenza, probabilmente in coma.
Mi viene comunicato che è estremamente grave e che comunque sarebbe stato trasferito.
 
L'elisoccorso è partito da Portoferraio alle ore 18.00, ben DODICI ore dopo il ricovero in ospedale e nonostante l'evidente estrema urgenza di procedere con un intervento chirurgico.
Le mie figlie hanno raggiunto l'Ospedale di Livorno praticamente nello stesso momento dell'elicottero che trasportava mio marito. I medici hanno rappresentato immediatamente l'estrema gravità del quadro clinico. Dopo le necessarie valutazioni, hanno spiegato che al momento non era alcuna possibilità di poter intervenire con intervento chirurgico.
Mio marito è deceduto il 10 luglio, dopo atroci sofferenze.
 
Le mie figlie ed io, per il rispetto che dobbiamo al rispettivo padre e marito vogliamo che venga ricostruita con precisione l'intera sequenza degli eventi: dai tempi della diagnostica, alle modalità di gestione dell'emergenza, fino ai tempi del trasferimento con l'elisoccorso. Riteniamo che ogni passaggio debba essere chiarito attraverso la documentazione e gli accertamenti che le autorità preposte riterranno opportuno svolgere.
 
Questa ricostruzione rappresenta esclusivamente quanto vissuto dalla mia famiglia. Resta naturalmente fermo il diritto dell'Azienda sanitaria di fornire la propria versione dei fatti.
Chiedere chiarezza significa confidare che venga fatta piena luce su quanto accaduto, nel rispetto della verità e della memoria di una persona che non c'è più.
 
Marisa Riccioni
 
NDR - La estrema delicatezza della questione sollevata ci impone di riservare alla ASL lo spazio per eventuali controdeduzioni, altre versioni o aggiuntivi elementi di conoscenza della triste vicenda, laddove la medesima ASL lo ritesse opportuno.
Tenuto conto dell'interessamento delle Forze dell'Ordine, se il caso interessasse l'A.G. non mancheremo di darne notizia.

Fonte: https://www.elbareport.it/cronaca/item/80710-decesso-raspolli-la-famiglia-chiede-chiarezza-su-quanto-accaduto-al-pronto-soccorso