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Cosmopoli e il mare: una serata dedicata alla memoria storica del Tirreno
Elba Report: 08/07/2026 10:59:43

Nel porto turistico di Portoferraio, la sera del 7 luglio, il villaggio del Nastro Rosa Tour ha fatto da cornice a un incontro dedicato alla grande storia marittima dell’Isola d’Elba. Al centro della serata, due temi strettamente collegati tra loro: la nascita di Cosmopoli, città-fortezza voluta da Cosimo I de’ Medici, e la battaglia del Canale di Piombino del 1675, episodio significativo della lotta condotta nel Tirreno contro la pirateria barbaresca. L’iniziativa si è aperta con i saluti istituzionali del Comune di Portoferraio e del Presidente dell’Istituzione Cavalieri di Santo Stefano, Gr. Uff. Dott. Umberto Menicucci, che ha ricordato la storia, la funzione e il ruolo dell’Ordine stefaniano nella difesa del Mediterraneo. A introdurre i lavori è stato Giorgio Cuneo, Vicepresidente dell’Istituzione dei Cavalieri di Santo Stefano, che ha inquadrato il significato delle due relazioni nel più ampio scenario della presenza medicea e stefaniana nel Tirreno.
 
Cosmopoli, una città costruita per difendere il mare
Il primo intervento, affidato all’architetto Alessandro Pastorelli, ha riportato l’attenzione sulla Portoferraio del Cinquecento, quando l’Elba divenne un punto decisivo nella strategia marittima del Granducato. In quegli anni le coste toscane e le isole dell’Arcipelago erano esposte alle incursioni dei corsari turco-barbareschi, che colpivano navigli, centri abitati e popolazioni rivierasche. In questo contesto Cosimo I intuì che Portoferraio non poteva essere soltanto un approdo sicuro, ma doveva diventare un presidio avanzato, capace di sorvegliare il mare e difendere le rotte. Nacque così Cosmopoli, città dedicata a Cosimo ma anche espressione di un progetto politico, militare e urbanistico di grande respiro. Pastorelli, attraverso immagini storiche, piante e riproduzioni d’epoca, ha illustrato come la città fosse stata concepita non come un abitato cresciuto casualmente, ma come un organismo ordinato, disegnato per trasformare la conformazione naturale del promontorio in un sistema difensivo coerente. Alture, scogliere, dislivelli e linee di costa furono integrati in una struttura fortificata destinata a proteggere il porto e a controllare l’accesso dal mare.
 
Un unico sistema difensivo
La relazione ha messo in evidenza il ruolo dei principali capisaldi della città medicea: Forte Falcone, dominante dall’alto; Forte Stella, rivolto verso la rada e il mare aperto; la Linguella con la Torre del Martello, posta a guardia dell’imboccatura del porto. Non elementi isolati, ma parti di una medesima architettura militare. Mura, bastioni, camminamenti sotterranei e postazioni di avvistamento facevano di Portoferraio una vera macchina urbana e difensiva. Cosmopoli, in questa lettura, non era soltanto una città fortificata, ma il segno visibile della volontà medicea di governare il Tirreno, proteggere la Toscana e contrastare la minaccia corsara.
 
Il Canale di Piombino e la battaglia del 1675
La seconda parte dell’incontro è stata dedicata alla battaglia del Canale di Piombino del 1675, illustrata dal professor Marco Gemignani, Presidente dell’Accademia di Marina dei Cavalieri di Santo Stefano. Il suo intervento ha ricostruito uno degli episodi più rilevanti della guerra di corsa nel Tirreno, combattuta dall’Ordine di Santo Stefano contro le flotte barbaresche. Gemignani ha ricordato la presenza nel Tirreno centrale di tre galere corsare provenienti da Biserta e il modo in cui le informazioni sugli spostamenti nemici permisero alle galere toscane di organizzare l’intercettazione. La flotta dell’Ordine, partita da Livorno durante la notte, riuscì infine a raggiungere le unità barbaresche nello specchio di mare tra l’Elba e la costa toscana. Lo scontro vide protagoniste le galere toscane comandate dal cavaliere Camillo Guidi, contro le unità corsare di Biserta, centro allora tra i più attivi della guerra di corsa nordafricana. La vicenda non fu dunque un semplice fatto locale, ma si inserì nel grande confronto mediterraneo tra le potenze cristiane e la minaccia turco-barbaresca.
La Padrona di Biserta e il valore simbolico della vittoria
Momento centrale della battaglia fu la cattura della Padrona di Biserta, la galera principale della formazione corsara. Il professor Gemignani ha chiarito che l’ arrembaggio e la conquista ( che non fu dovuta alla rottura dell’albero maestro, come talvolta si è tramandato), avvenne a seguito di una sanguinosa una vera azione di combattimento, consentita dal precedente speronamento. A bordo della Padrona si trovava Ciriffo Moro, corsaro di grande fama e autorevolezza. La sua galera rappresentava il fulcro operativo e morale della squadra barbaresca. La sua cattura assunse quindi un valore militare e simbolico insieme: furono liberati centinaia cristiani ridotti in schiavitù e venne colpita una delle presenze corsare più temute nel Tirreno. La fuga delle altre due unità barbaresche lasciò tuttavia aperti interrogativi sulla conclusione complessiva dell’azione, alimentando una zona d’ombra destinata a restare nella memoria dell’episodio.
 
Portoferraio, punto di osservazione e cardine della sicurezza tirrenica
Dalle due relazioni è emerso un filo comune: Portoferraio non fu mai una presenza marginale nella storia marittima toscana. La città-fortezza e la flotta stefaniana appartenevano alla stessa visione strategica. La prima controllava il mare dalla terra; la seconda interveniva sulle rotte per contrastare le incursioni corsare. Cosmopoli fu dunque presidio, sentinella e punto di riferimento militare. Le notizie provenienti da Portoferraio e dal sistema di avvistamento elbano contribuivano alla capacità delle galere granducali e stefaniane di muoversi tempestivamente contro le minacce provenienti dal Mediterraneo.
 
Una partecipazione attenta e numerosa
La serata ha richiamato un pubblico numeroso e partecipe, che ha seguito con interesse i due interventi. Pur diversi per impostazione il primo urbanistico e architettonico, il secondo storico e navale, entrambi hanno restituito a Portoferraio il ruolo che le appartiene: quello di luogo strategico nella difesa del Tirreno. Dalla nascita di Cosmopoli alla battaglia del Canale di Piombino, l’Elba è apparsa non come periferia del Granducato, ma come una delle sue chiavi marittime più importanti. Una città costruita per vedere arrivare il pericolo dal mare e, nello stesso tempo, per rappresentare la forza organizzata di uno Stato capace di difendere coste, rotte e popolazioni.
 
Alberto Zei

Fonte: https://www.elbareport.it/eventi-societa/item/80525-cosmopoli-e-il-mare-una-serata-dedicata-alla-memoria-storica-del-tirreno