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Porto Azzurro: la raccolta differenziata emblematica del fallimento dell’amministrazione Papi
Elba Report: 27/06/2026 12:47:40

Dopo le proteste e i disagi, l’amministrazione comunale di Porto Azzurro si è finalmente accorta della cantonata presa (l’ennesima nella gestione dei rifiuti e dintorni) e ha comunicato che “a partire dal 28 giugno, per il conferimento della CARTA e del VETRO presso le ecoisole informatizzate non saranno più indispensabili i sacchetti dotati di QR code”.
 
Seguono istruzioni abbastanza cervellotiche e frutto di un costoso percorso di autarchia dei rifiuti voluto dal sindaco Papi e dalla sua corte che ha Portato Porto azzurro ad assumere troppo spesso modalità eccentriche (raccolta e centro rifiuti, etc) rispetto alle regole in vigore negli altri Comuni Elbani e in Continente.
 
Ora l’Amministrazione Papi trova comodo scaricare le sue responsabilità attribuendole al “rispetto delle disposizioni impartite da ESA S.p.A., di cui il comune di Porto Azzurro sta entrando a far parte” e che vede come nuovo presidente un candidato della Lista Papi non eletto.
 
La raccolta differenziata avrebbe dovuto essere un servizio semplice, efficiente e realmente al servizio dei cittadini. A Porto Azzurro, invece, è diventata il simbolo di una scelta amministrativa sbagliata, costosa, con forme di controllo aggirabili e che hanno favoriti i furbetti e gli incivili. Una scelta ostinatamente difesa dal sindaco Maurizio Papi nonostante i continui disagi denunciati da residenti, attività economiche e turisti increduli.
 
Il sistema delle ecoisole informatizzate e dei sacchetti con QR Code era stato presentato come una soluzione innovativa, si è rivelata un costoso disastro. Ed è giusto ricordare che le ecoisole sono state finanziato in parte con soldi della Regione che si è poi “dimenticata” di verificare se il sistema era funzionante. In realtà era qualcosa di cervellotico: conferimenti complicati, ecoisole spesso difficili da utilizzare, problemi di accessibilità per anziani e persone con disabilità, disservizi nei periodi di maggiore afflusso turistico e un crescente malcontento dei cittadini. A tutto questo si era aggiunto il malfunzionamento dei lettori dei codici QR, le difficoltà di apertura delle ecoisole e la cronica irreperibilità dei sacchetti identificativi che, pur essendo a pagamento, spesso non sono disponibili.
 
Il paradosso ha raggiunto il suo apice con l’obbligo di conferire carta e vetro utilizzando sacchetti di plastica dotati di QR Code. Mentre si chiede ai cittadini di ridurre il consumo di plastica, la Giunta Papi li costringeva a utilizzarne altra per riciclare materiali destinati al recupero. Una scelta che smentisce nei fatti una proclamata attenzione all’ambiente che in realtà è puro greenwashing.
 
L’eterna Amministrazione Papi ha trascinato il Comune nell’isolamento amministrativo; mentre tutti gli altri Comuni dell’Isola d’Elba hanno aderito alla gestione unitaria del servizio attraverso ESA, Porto Azzurro ha perseguito una strada autarchica che si è rivelata più complessa, più costosa e meno efficiente. Affidare finalmente il servizio a ESA è stato di fatto il riconoscimento del fallimento di una scelta politica arrogante e isolazionista, difesa troppo a lungo e ingoiata alla fine quasi come un indigesto rospo.
 
La normativa della Regione Toscana (Leggi regionali n. 69/2011 e n. 61/2014) stabilisce che la gestione dei rifiuti debba garantire efficacia, efficienza, economicità, qualità del servizio e semplicità di utilizzo. Prevede inoltre che:
- i Comuni partecipino obbligatoriamente all’Autorità d’Ambito (ATO);
- il servizio sia organizzato in forma integrata a livello di Ambito Territoriale Ottimale, evitando la frammentazione delle gestioni;
- spetti all’ATO individuare il gestore unico;
- i Comuni esercitino funzioni di controllo e collaborazione, senza organizzare stabilmente modelli alternativi alla gestione integrata. Il passaggio a Rete Ambiente non ancora avvenuto è dovuto a impuntature che stanno costando caro soprattutto a commercianti e ristoratori. Una gestione fatta in maniera impropria, fatta troppo spesso ignorando le regole applicate da tutti gli altri.
 
È difficile sostenere che finora a Porto Azzurro questi principi siano stati rispettati quando un servizio pubblico essenziale è diventato fonte quotidiana di disagi, complicazioni e scelte isolate rispetto al resto del territorio. Il problema non è la raccolta differenziata, che rappresenta uno strumento fondamentale per la tutela dell’ambiente e del decoro urbano, tanto più in un Comune a forte vocazione turistica. Il problema è aver costruito un sistema burocratico e tecnologico che sembra pensato più per complicare la vita ai cittadini che per aiutarli a differenziare correttamente.
 
L’amministrazione Papi non può continuare a minimizzare i problemi o a scaricare le responsabilità sui cittadini, come ha fatto finora. Dopo anni di segnalazioni è arrivato il momento di ammettere che il modello adottato si è rivelato sbagliato e inefficace e che deve essere profondamente ripensato. L’amministrazione deve ascoltare i suoi cittadini e gli operatori commerciali per questo proponiamo di pensare almeno nel periodo estivo ad un servizio di raccolta “porta a porta misto” per andare incontro ai disagi dell’attività commerciali e degli abitanti delle zone periferiche distanti dalle isole ecologiche. Chiediamo il rispetto delle norme in materia della gestione dei servizi per la raccolta dei rifiuti per tutelare sia i cittadini che i lavoratori.
 
Chiediamo che il Comune renda pubblici i costi sostenuti (anche quelli per i servizi affidati a terzi), i risultati realmente conseguiti, le criticità emerse e le modifiche che intende introdurre. Chiediamo inoltre un confronto pubblico con Esa, cittadini, attività economiche, Partiti e associazioni, perché un servizio essenziale non può essere gestito senza ascoltare chi ogni giorno ne subisce le conseguenze.
 
Difendere l’ambiente significa offrire servizi efficienti, semplici e accessibili. Invece, finora, si è difeso a ogni costo un sistema che ha mostrato tutti i suoi limiti, si è anteposto in maniera autoritaria l’orgoglio politico all’interesse della comunità. Dopo anni di disagi, questo non è più accettabile.
 
Sinistra Italiana - AVS
Circolo P. Piscitello Isola d’Elba

Fonte: https://www.elbareport.it/politica-istituzioni/item/80328-porto-azzurro-la-raccolta-differenziata-emblematica-del-fallimento-dell%E2%80%99amministrazione-papi