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La festa perduta di San Giovanni: riti, processioni e giochi nella Portoferraio di un tempo
Elba Report: 24/06/2026 12:17:06

San Giovanni  - 'un vole né scherzi né inganni  - stioccati in mare - co' tutti i panni!
Qualche piccolo rimpianto: nel centro storico di Portoferraio, che viene tirato sempre in ballo “a ogni piè sospinto”, il 24 giugno di ogni anno, per San Giovanni, negli anni cinquanta e sessanta e per diverso tempo, la Misericordia allestiva proprio nel tratto viario di San Giovanni, poi diventato via Vittorio Veneto ed infine via Cavalieri di Vittorio Veneto, la cosiddetta “Edicola religiosa” che veniva aperta tre giorni (il triudo) prima, per il rituale di preghiera.
Il prete in quei primi anni cinquanta era Don Agostino.
 
Ora in quella via è rimasto solo il tabernacolo al muro con la copertura in legno, confuso in un angolo grigio con la facciata del palazzo.
Insomma, l’aspetto religioso che si trasformava anche in curiosità e, se vogliamo, in una sorte di attrazione, andrebbe ricercato.
Ora il quadro originale del Santo è nella sede della Misericordia, probabilmente per salvaguardarlo dalle intemperie.
 
Cosa succedeva: dopo una sorta di breve processione, o piccolo corteo, il prete si fermava per un’oretta in preghiera davanti all’edicola provvista di inginocchiatoio.
La sera del 23 giugno poi i fedeli partecipanti, conclusa la fase ufficiale e liturgica, andavano sul “ponte” (Molo Mediceo) per bagnarsi gli occhi con l’acqua di mare, perché il gesto era legato ai riti magici dell’acqua, considerata purificatrice e portatrice di salute. Insomma, un rito purificatorio. Non per caso esiste l’acqua di San Giovanni Battista, preparata con la macerazione di erbe e fiori, al calar del sole del 23 giugno.
 
Persa nel tempo quella importante tradizione e curiosa funzione, si passò, in tono ridotto, ad aprire solo il tabernacolo di San Giovanni mettendo ai lati due lumini.
Forse per pura concomitanza? Sta di fatto che il 24 giugno negli anni ‘20, le contrade (la più organizzata era quella di Piazza Padella) che non erano altro che piccoli quartieri ognuno col proprio Gonfalone e ognuno con le proprie canottiere colorate, si riunivano per fare festa in quel giorno.
 
Questa tradizione è poi proseguita negli anni ‘50 quando gli stessi rioni partivano per San Giovanni per partecipare alle gare di tiro alla fune, del palo insegato con sapone e grasso, dell’immancabile corsa dei sacchi, alle gare remiere e alle corse in bicicletta che si svolgevano e partivano proprio da San Giovanni.
La denominazione che si dava a quelle simpatiche gare era “Giochi senza quartiere”.
Si legava il rito religioso con il divertimento.
 
Tutto questo lo si è perso, mentre oggi, ancor pur di ieri, le persone dovrebbero sempre più unirsi, combattendo l’individualismo, per sentire propria la Città.
 
A San Giovanni, all’ingresso, c’è ancora, dal 1806, una statuetta del Santo conservata dentro una nicchia.
Negli anni ‘50 il professore Domenico Giulianetti organizzò, per diversi anni, una processione. Cosa era: si effettuava una vera processione partendo dalla chiesa della Madonna del Soccorso, con le famiglie di San Giovanni e delle zone vicine che mettevano fuori a finestre e balconi lenzuola e coperte bianche, mentre i ragazzi
accendevano barattoli con dentro uno straccio imbevuto di nafta, prelevata dai trattori, facendo una sorta di luminaria.
 
Gli abitanti di quel luogo, nel tempo, hanno sempre lodevolmente organizzato sia la sfilata in mare di notte con le barche che accompagnavano il Santo fino all’interno
della darsena di Portoferraio, sia intrattenimenti con degustazioni culinarie, oltre ad accendere un fuoco anch’esso legato, come il gesto di bagnarsi gli occhi, alla
purificazione in ambito spirituale e religioso.
La data del 24 giugno ci dice questo!
 
A Portoferraio pare che siano qualche decina le persone che portano il nome Giovanni.
Per il giorno di San Giovanni sarebbe opportuno rispettare e rappresentare ancora una volta questo appuntamento che in passato ha chiaramente legato la memoria storica con il significato religioso.
 
Buon onomastico a tutti i Giovanni, alle famiglie che abitano in quella zona, un abbraccio alla Città e un abbraccio particolare all’ex-Sindaco Fratini.
 
Giovanni Frangioni
 
Nella foto - Il fuoco di San Giovanni, schizzo di Luciano Regoli 1991

Fonte: https://www.elbareport.it/arte-cultura/item/80257-la-festa-perduta-di-san-giovanni-riti,-processioni-e-giochi-nella-portoferraio-di-un-tempo