Alla Pace con Igor Protti
Elba Report: 20/06/2026 11:02:21
Un po’ di anni fa, Legambiente chiese chiarimenti al Comune di Rio Marina e al Parco Nazionale su dei lavori che erano in corso al faro di Monte Grosso. Dopo pochi giorni mi arrivò una telefonata sorprendente: Igor Protti, allora credo a fine carriera ma stella indimenticata di un indimenticabile Livorno, chiedeva di incontrarci per chiarire la cosa. Era lui che aveva commissionato quei lavori.
Ci trovammo in una mattina quasi invernale in Piazza di sotto a Marciana Marina, di fronte al mare agitato, ci salutammo mentre gli scarsi passanti ci guardavano allibiti e riconoscevano il campione. Poi, dopo i primi convenevoli, andammo a mangiare alla trattoria da Teresina, dove un tempo c’era l’albergo La Pace, e vedendo entrare Protti, Sergio non credeva ai suoi occhi. Glielo presentai, ci sedemmo in quella semplice trattoria, mi sembra che mangiammo un ottimo branzino al forno con le patate.
Data la stagione eravamo praticamente solo io, lui, Sergio e la sua famiglia.
Io gli confessai la mia fede fiorentina ma con una passione, anche per motivi politici, per il Livorno.
Protti mi confermò il suo amore incondizionato per quella città e la sua gente e mi raccontò di un altro amore: quello per il faro di Monte Grosso dove era stato bimbo, perché il campione era il figlio del farista di quel posto arrampicato su un monte tondo a picco sul mare di un’isola.
Mi spiegò il suo progetto (che poi non portò a termine), mi chiarì alcune cose e altre gliele spiegai io.
Poi, come due compagni, cominciammo a parlare della vita, delle politica, della sinistra, di uomini e natura, di un’isola comunemente amata e di due vite così diverse. Gli stessi ideali in due mondi lontani, eppure comunicanti.
Finimmo quel pranzo e quel branzino con un bicchiere di vino elbano e ci lasciammo con la promessa di tenerci in contatto. Nei giorni e nelle settimane successive lo facemmo, scambiandoci informazioni e progetti del faro.
Poi, come sempre succede, la lontananza e la vita ci fecero scordare quell’incontro da Teresina alla Pace.
Ma, di quelle poche ore passate insieme, mi è rimasto il ricordo indelebile di un uomo retto, buono, gentile, che sapeva ascoltare, che non si atteggiava da star anche se avrebbe potuto farlo.
Mi resta un ricordo prezioso di un grande calciatore che era anche un grande uomo, un uomo onesto con sé stesso e con gli altri.
Il ricordo di un compagno.
Umberto Mazzantini
Fonte: https://www.elbareport.it/corsivo/item/80185-alla-pace-con-igor-protti