Messaggeri del Mare: i maratoneti Gianni Tacchella e Giuseppe Molea corrono 1000 km per la solidarietà
Elba Report: 13/06/2026 10:35:23
I “Messaggeri del Mare” Gianni Tacchella e Giuseppe Molea sono i maratoneti che hanno scelto di mettere cuore e gambe in gioco per sensibilizzare l’opinione pubblica sul problema dei piccoli ospedali, Gianni Tacchella ha percorso ben 1.000 chilometri, portando in braccio il testimone della staffetta nazionale Lampedusa - Monte Bianco. Il 28 giugno prenderà il via la corsa della solidarietà, un’iniziativa a favore di “Endo Elba-ODV”, l’associazione di Portoferraio all'isola d'Elba, che si occupa di sostenere le donne colpite da endometriosi, una malattia che interessa le pareti dell’utero.
Un cuore, unito in una corsa di 1.000 chilometri, per fare la differenza!
Pierluigi Costa, il pioniere del progetto “Messaggeri del Mare”, ha raccontato in un’intervista l’impresa dei 1.000 chilometri percorsi da Gianni Tacchella nelle maratone in Italia. L'iniziativa ha avuto origine dalla manifestazione Lampedusa-Monte Bianco, patrocinata da Rai Responsabilità Sociale, che ha preso il via nel 2019, a Genova a Palazzo Ducale. In quell’occasione, insieme a giornalisti dell’Ansa e de 'La Repubblica', fu presentata la missione per sensibilizzare la popolazione e le istituzioni, sulla necessità di proteggere i piccoli ospedali italiani. Da Genova con sei giorni di incontri (Mare attivo) prese il via la Staffetta Lampedusa - Monte Bianco, che attraversò ben 55 località in tutta Italia, con una tappa anche nel Liechtenstein, con il patrocinio di Rai per il Sociale, con tanti eventi di vario genere, dal mare alla montagna, alla maratona, alla musica.
Gianni Tacchella ha ripreso questa straordinaria missione, decidendo di continuare a correre maratone portando il simbolico testimone: il disco dei “Messaggeri del Mare” che rappresenta la manifestazione Lampedusa-Monte Bianco. Supportato da Giuseppe Molea, Tacchella è riuscito ad accumulare 1.000 chilometri di corsa, portando avanti il messaggio sociale con energie inesauribili.
Tacchella, membro della squadra podistica “Atletica Isola d’Elba”, ha coinvolto Giuseppe Molea, un altro atleta del team, e Pierluigi Costa come collaboratore e rappresentante ufficiale dei Messaggeri del Mare. Insieme hanno trasformato la passione per la corsa in una potente forza per sostenere cause importanti e trasmettere entusiasmo. Giuseppe Molea, da parte sua, racconta di come sia entrato a far parte di questa grande famiglia motivato dall’idea di contribuire al bene comune e di sostenere idee e progetti concreti. Durante il suo soggiorno all’Elba, iniziato nel 2019, Molea ha scoperto casualmente l’associazione locale “Endo Elba”. Questa realtà si impegna per fornire informazioni sull’endometriosi, una malattia che colpisce 1 donna su 10 e che spesso rimane sconosciuta fino a quando non diventa debilitante.
Profondamente toccato dalla missione di Endo Elba, Molea ha deciso di correre per questa associazione indossando la loro bandiera sulla maglietta e portando con sé il disco dei “Messaggeri del Mare”.
Giuseppe Molea, Si prepara ora alla "Pistoia - Abetone" (Piu' di 50 km da percorrere in salita), del 28 giugno, primo appuntamento di una serie di 5 grandi eventi, a Pisa con la partecipazione sia alla mezza maratona che alla maratona e alle maratone di Verona e Parma, con motivazione e volontà di supportare cause che stanno profondamente a cuore, come la salute femminile e il sostegno agli ospedali periferici.
Alla soglia dei settant’anni, Giuseppe Molea dimostra che l’età non è un ostacolo quando si tratta di dedicarsi al bene. Grazie alla sua esperienza come dirigente di un’azienda ospedaliera e volontario nella pubblica assistenza, conosce bene i bisogni delle persone e crede fermamente nel potere positivo delle azioni solidali. Per lui correre non è solo salutare; è anche un modo per diffondere messaggi importanti e raccogliere donazioni in grado di migliorare la vita altrui. Oltre a questo, invita i giovani a guardare oltre la superficialità del mondo digitale per scoprire quei gesti semplici che aprono il cuore.
L’iniziativa dei “Messaggeri del Mare” dimostra che mettere gambe e cuore al servizio degli altri è un atto di profonda umanità. I giovani possono trarre ispirazione dall’esempio di due uomini per cui l’età non rappresenta un limite: ciò che conta è avere un buon cuore e la volontà di fare del bene. Migliorare la propria salute e collaborare per il benessere degli altri dà senso alla vita e rende ogni gesto una testimonianza del valore inestimabile della solidarietà.
Monica Acosta - Messaggeri del Mare