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Navi - proposta di un refitting rivoluzionario ed ecologico: dotiamole di propulsione a remi!
Elba Report: 25/02/2026 07:28:02

Fra altri mille, uno dei principali problemi mio e dei miei conterranei prende corpo nelle carrette che nelle intenzioni dei loro proprietari sono destinate, al mero fine di arricchirli, a trasportarci quali ospiti paganti da una sponda all’altra del canale.
 
Orbene, pur riuscendoci ancora quasi normalmente un consistente numero di volte ciò nondimeno un altrettanto consistente, forse solo lievemente ridotto, numero di altre volte queste bagnarole trasformano il tempo trascorso a bordo in una emozionante avventura fatta di ritardi, guasti, mancate partenze, spiegazioni lacunose, coincidenze perdute con altri mezzi pubblici oltre ad altre amenità fra le quali saltuariamente anche l’immotivato abbandono sui moli di auto che avrebbero avuto tutto il diritto di imbarcarsi.
 
Che fare? L’autore primigenio della domanda si rispose in modo articolato con risultati che non staremo qui a commentare, nel nostro caso non credo che la risposta influirà quanto la precedente sul secolo di appartenenza, per la prima il ventesimo, per la nostra il ventunesimo; tuttavia il poter compiere la necessaria traversata con maggiore serenità complessiva ci consentirebbe di evitare ripetute incazzature tali da influire negativamente sui nostri personali standard psicosomatici fino a, dio non voglia, provocare un più o meno quantificabile accorciamento della nostra amatissima permanenza terrena.
 
E dunque, considerato che i padroni dei vapori preferirebbero la tortura all’acquisto di nuove navi idonee alla bisogna, per altro nemmeno troppo sofisticate visto che si tratta di navigare in un braccio di mare che raramente vede tempeste tali da impensierire seriamente scafi e armamenti ben congegnati e mantenuti, e che i coscienziosi comandanti delle stesse navi temono non tanto l’onda e il vento quanto le avarie a dotazioni strutturali che potrebbero rendere ingovernabili bastimenti di tal misera cura e veneranda età destinandoli a probabili e tragici impatti con la costa di dritta o di mancina non possiamo che rispondere al “che fare?” precedente con un progetto di non impossibile, ma soprattutto di economica, realizzazione.
 
Tratterebbesi in estrema sintesi di dotare i ferrivecchi dei quali fino ad ora abbiamo disquisito di una ventina di postazioni remiere per ognuno delle due murate in modo da poter contare, nel caso di malaugurate ma statisticamente probabili avarie, sulla propulsione umana fornita tramite gli strumenti necessari, i remi, dai passeggeri fra i quali non mancano generalmente nerboruti autisti di autoarticolati e mezzi pesanti sicuramente disponibili a vogare di buona lena allo scopo di salvare, oltre alla propria pellaccia, anche i propri mezzi e i beni trasportati.
 
Con modica spesa e buona volontà, coinvolgendo i signori e le signore di robusta costituzione in una operazione di mutuo sostegno, allegramente spronati da qualche ritmato motivetto diffuso dagli altoparlanti di bordo si riuscirebbe in questo modo forse primitivo ma dotato dell’efficacia propria delle soluzioni semplici a portare all’ormeggio con buona pace di tutti, armatori, comandanti e passeggeri, anche le più stagionate ciofeche che solcano le nostre acque.
 
P.S. Naturalmente il servizio di voga sarà assolto a puro titolo di volontariato, la politica armatoriale non prevedendo conpensi e/o rimborsi.
 
Briganteemezzo

Fonte: https://www.elbareport.it/corsivo/item/78097-navi-proposta-di-un-refitting-rivoluzionario-ed-ecologico-dotiamole-di-propulsione-a-remi