Rigassificatore. L’ennesima presa in giro del teatrino della politica
Elba Report: 24/02/2026 08:27:39
Il Rigassificatore fu collocato nel porto di Piombino nel 2023 con una procedura straordinaria ed urgente in deroga a tutte le procedure e norme di sicurezza che un impianto del genere dovrebbe rispettare. Una scelta fortemente voluta dal Governo, allora presieduto da Mario Draghi, in ossequio alle direttive politiche del governo americano che aveva imposto di sostituire il gas russo con il molto più costoso ed inquinante gas liquefatto made in USA, con l’unanime assenso delle grandi forze politiche, da Fratelli d’Italia al PD.
Fu proprio il PD, con il suo massimo esponente toscano, il Presidente Giani, a manifestare il maggior entusiasmo per questa scellerata iniziativa. Tutti/e ricordano l’insospettabile attivismo con cui Giani, nominato Commissario Straordinario, operò per una rapida esecuzione della decisione.
A fronte delle proteste della cittadinanza per una indigeribile decisione calata dall’alto fu assicurato che comunque il Rigassificatore sarebbe rimasto solo tre anni.
Era ovviamente, come tutti avevano capito, una plateale presa in giro. Ma, ciò nonostante, il giullaresco Governo Meloni e la ex pseudo sinistra PD non ci risparmiano neppure il triste spettacolo del teatrino politico dello “scaricabarile”. La Presidente Meloni, nell’ambito della trattativa sui dazi, ha concordato con il Governo Trump e con l’U.E. un significativo ulteriore aumento degli acquisti di gas liquefatto dagli USA ed il suo Governo, guarda caso, per voce del Ministro per l’Ambiente e la Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin, ha dichiarato che la presenza dell’impianto dovrà essere prorogata.
Il Sindaco di Piombino, in quota Fratelli d’Italia, un tempo dichiaratosi fortemente contrario all’impianto, adesso che il suo partito è al governo, appare molto meno oppositivo e tace o balbetta. Apparentemente la Regione Toscana si è dichiarata contraria ad una proroga e perfino il Presidente Giani, in una prima dichiarazione ad uso della stampa locale si era dichiarato contrario. Però già dopo 24 ore aveva un tono più morbido, dichiarando non avrebbe firmato se prima non si fossero realizzate le “compensazioni” del suo memorandum ed incontrandosi poi con il Ministro Picchetto Fratin per intavolare una trattativa.
Si noti che le famose “compensazioni” sono le stesse che dovevano arrivare nel 2023 ed in ogni precedente occasione in cui al territorio è stato imposto qualche intervento negativo e mai pervenute e che in realtà la sicurezza e l’ambiente non si dovrebbero “compensare” ma semplicemente rispettare. Comunque, con un coevo comunicato di AVS si cercava, con un non voluto effetto comico, di giustificare il qualche modo l’operato di Giani che si sarebbe ingenuamente fidato a suo tempo del Governo nazionale.
La sostanza è che alla fine del teatrino la fregatura è servita: vogliono che il Rigassificatore, alla scadenza del luglio 2026, rimanga dov’è e faranno di tutto perché questo accada. Ci piacerebbe che oltre ai cittadini si facessero sentire anche i loro rappresentanti istituzionali, ad esempio gli evanescenti sindaci elbani la cui popolazione è la maggiore utente del porto di Piombino. Intanto a pochi metri dal rigassificatore continuano a transitare le navi Capucine e Severine con il loro carico di armi e esplosivi. Una dimostrazione “plastica” del fatto che la logistica della guerra commerciale ed energetica, rappresentata dal rigassificatore, non è questione disconnessa dalla logistica degli armamenti. Le popolazioni interessate continuano a subire gli effetti economici ed ambientali di scelte sbagliate e calate dall’alto a vantaggio di pochi.
Partito della Rifondazione Comunista
Circolo Isola d’Elba