Piante che suonano e agricoltura innovativa: le esperienze degli studenti del Cerboni
Elba Report: 08/06/2026 11:56:57
L'anno scolastico volge al termine e due ragazzi della classe quarta del corso di Agraria fanno un bilancio di alcuni impegni affrontati con i loro docenti Alessandro Petri e Gaetano D'Angelo.
Parliamo dell'Istituto tecnico Cerboni di Portoferraio, gestito dalla dirigente Lorella Di Biagio e i due protagonisti sono Elisa Burchianti e Zeno Del Re, che si fanno portavoce dei propri compagni.
La ragazza è rimasta particolarmente affascinata, come del resto tutti gli altri studenti, dalla sperimentazione che li ha portati a sfruttare l'applicazione elettronica Plants Play, con la quale sono riusciti a scoprire che le piante comunicano attraverso la loro linfa. Addirittura, applicando degli elettrodi alle foglie o altre parti, si ricavano impulsi elettrici convertibili in musica grazie a tale applicazione.
“Si - spiega Elisa - abbiamo usato anche un tralcio di vite, visto che abbiamo creato una piccola vigna nella parte esterna dell'Istituto, e abbiamo pure alberi da frutto e ortaggi. E quindi i nostri insegnanti ci hanno fatto scoprire che esiste una biosonificazione nelle piante che viene trasformata in segnali elettrici dall'applicazione elettronica, che poi riesce a produrre note musicali. Si applicano dei sensori e la pianta praticamente comunica il suo interagire con l'ambiente che la circonda. Un fenomeno che permette di produrre musica vegetale”.
E si prospetta la creazione di una canzone sfruttando questa caratteristica, visto che le piante emettono suoni con certe frequenze non percepite dall'orecchio umano.
“Una musica elettronica – conclude Elisa - deriva da comunicazioni della natura. Oltre questa particolare attività, nel recente passato, abbiamo prodotto confezioni di birra impiegando anche castagne del marcianese e si sono approfonditi i processi per la creazione del pane, della pizza e della famosa torta di ceci e per questo nel nostro laboratorio, dotato di forno, è intervenuto Vincenzo Mancino del Castagnacciaio di Portoferraio. E un impegno notevole l'ho avuto, insieme a due compagni di classe, Keisy e Pietro Galli. Accompagnati dal nostro professor Petri, siamo stati per due settimane a Dublino in Irlanda, immergendosi nella loro cultura, ed anche per imparare ancora meglio l'inglese. Una esperienza internazionale a cui partecipavano studenti di tutto il mondo".
E passiamo a Zeno che ricorda il viaggio della classe di agraria in Umbria, a Bastia, per visitare una fiera dove erano esposti vari tipi di animali che vengono allevati nelle fattorie, ed erano esposte tante attrezzature agricole.
“La nostra classe - dice lo studente - ha potuto partecipare anche ad una prova per la valutazione di vari tipi di razze di manzette, distinguendosi per le nostre buone classificazioni. Abbiamo poi acquistato dei conigli, tra cui Ciccio e Miele. Ritornati nella nostra scuola, abbiamo creato per loro gabbiette di legno e i due si sono accoppiati. Dalla loro unione sono nati cinque coniglietti e li abbiamo venduti per recuperare denaro che comprare nuovi sciami di api, visto che produciamo un nostro miele in laboratorio. Il nostro corso è importante: ci prepara ad essere futuri coltivatori moderni, forti di tante attrezzature tecnologiche, per dare all'isola la possibilità di produrre ortaggi, vigne, alberi da frutto e magari creare anche allevamenti, per poi offrire a km 0, prodotti genuini senza dubbio utili alla nostra economia turistica isolana. Abbiamo avuto anche delle anatre, dando a loro uno spazio specifico. Gli animali sono fondamentali per l'uomo, da sempre. Abbiamo anche coltivato la lavanda angustifolia, 40 piante, per ottenere mediante l'estrazione gli oli essenziali, un impegno in collaborazione con l'università di Pisa, con il corso di erboristeria e chimica farmaceutica, diretto dalle docenti Luisa Pistelli e Alessandra Bertoli”.
Flash che fanno capire la ricchezza di esperienze compiute dal corso di agraria, oltre gli studi teorici in classe. Impegni che crescono per questi nuovi potenziali coltivatori dell'isola: potrebbero ampliare e modernizzare le attività dello storico agricolo elbano.
Stefano Bramanti