L’Elba non si sottrae: il cammino partigiano tra le strade di Portoferraio
Elba Report: 27/04/2026 11:44:18
Resistere non è solo un ricordo, ma un dovere civile che si rinnova. Cronaca di un 25 aprile elbano fatto di passi, memoria e impegno per il futuro.
Mentre l’Italia celebrava la Liberazione, nelle strade di Portoferraio si è mossa un’Elba che non dimentica. Una realtà piccola per geografia, ma immensa per coraggio civile, che ha scelto di trasformare il tradizionale corteo in un vero e proprio "cammino di riflessione": un percorso a tappe dove ogni sosta ha aggiunto un tassello alla lotta contro ogni forma di fascismo e oppressione.
Il cammino è partito dalla stazione ATL, sotto il segno del dissenso necessario. L’intervento di Elba4Gaza ha subito chiarito il perimetro del corteo: opporsi a ogni guerra imperialista e rivendicare il valore del pensiero critico, unico vero anticorpo contro la deriva autoritaria.
Proseguendo verso il Ponticello, le "Donne in cerchio" hanno colorato la memoria di tinte femminili, ricordando che la Resistenza ha il volto delle partigiane di ieri, ma anche di quelle che oggi, in ogni angolo del mondo, combattono per la libertà dei propri corpi e dei propri popoli.
Alla spiaggia delle Ghiaie, Rifondazione Comunista ha gettato un ponte verso le nuove generazioni. La memoria non può essere un reperto da museo, ma una luce che deve illuminare un presente buio: il compito dei "nuovi partigiani" è chiaro: fermare il liberismo selvaggio, l’imperialismo e la follia dei conflitti armati.
Uno dei momenti più toccanti si è vissuto all'Alto Fondale. Qui, le parole di Gloria Riggio tratte da "Ave Maria piena di rabbia" hanno squarciato il silenzio. Il testo "Periodi ipotetici" ha trasportato i presenti in un mondo immaginario, un altrove dove la parola "resistere" non avrebbe ragione di esistere perché la giustizia sarebbe finalmente realtà.
Ma la realtà, purtroppo, bussa forte. A Porta a Mare, il dolore si è fatto carne nel racconto di una madre, fondatrice dell'Associazione Ruggero Toffolutti, a cui il lavoro ha sottratto un figlio. Una testimonianza che ha spostato l’attenzione sul diritto primario di poter tornare a casa vivi, denunciando come la mancanza di sicurezza sia, a tutti gli effetti, una violazione dei diritti civili.
In Piazza Cavour, Legambiente ha allargato lo sguardo al pianeta. Le guerre di oggi, è stato ricordato, sono battaglie per l’egemonia sulle fonti fossili, che accelerano il collasso ambientale senza alcuna lungimiranza per il futuro dei nostri figli. Proteggere la terra è, oggi, un atto antifascista.
Per tutto il tragitto, il corteo è stato scandito da cori e canti partigiani, vecchi e nuovi. Una voce corale, forte, che ha gridato la propria non partecipazione a un mondo governato da logiche di avidità. L’Elba che è scesa in piazza lo ha fatto a testa alta, con l’orecchio teso al grido di aiuto di ogni oppresso, confermando che resistere non è solo un diritto, ma un dovere che appartiene a tutti noi.Tuttavia, oltre l'impegno quotidiano e la riflessione profonda, il 25 aprile resta una festa.
Non poteva esserci conclusione più degna che ritrovarsi tutti in Piazza della Repubblica per celebrare l'anniversario della Liberazione insieme ai compagni dell'ANPI. Tra sorrisi e condivisione, la piazza si è riempita delle note e dell'energia della musica live con i gruppi "Le Storie Necessarie", "Neups" ed "Elbalize".
Elba 4 Gaza