Una interessante nuova lettura delle “fortezze di altura” dell’Elba
Elba Report: 18/04/2026 10:52:57
“Gli Etruschi dell’Elba una nuova lettura” è il titolo della recentissima pubblicazione di Michelangelo Zecchini su Academia Education.
Questo l’abstract dello studio:
“Tra il VII e il III secolo a. C., l’isola d’Elba rappresentò un asset strategico fondamentale per il controllo delle rotte nel Tirreno settentrionale. Gli Etruschi ne sfruttarono la posizione privilegiata per integrare l’isola in un fitto network di scambi internazionali, veicolando i frutti dell’attività siderurgica (sia minerale grezzo sia prodotti semilavorati o forgiati) verso i principali empori del Mediterraneo e dell'entroterra italico. In questo contesto, scali naturali e porti costruiti nelle rade di Portoferraio e di Longone fungevano da nodi logistici primari. La letteratura archeologica tradizionale ha a lungo omologato gli insediamenti elbani sotto la categoria di 'fortezze d’altura', trascurando le sostanziali divergenze tipologico-funzionali rilevate tra i vari giacimenti. Il presente studio si propone di superare tale senso unico interpretativo: fatta eccezione per autentiche roccaforti montane quali Le Mure e il Volterraio — deputate al controllo dei mari, alla sorveglianza delle risorse minerarie e alla difesa del territorio — gran parte dei siti appare riconducibile a nuclei abitativi collinari di varia natura e dimensione. Tali strutture non erano semplici fortilizi o avamposti militari, bensì espressioni di un’élite sociale connotate da una polifunzionalità che integrava attività produttive, controllo economico e rappresentanza politica. L’evidenza più significativa è offerta dal complesso di Monte Castello con la sua posizione ambientale privilegiata e con i suoi 1800 metri quadrati (3600 se, com’è assai probabile, si elevava su due piani): una sorta di grande 'palazzo' che dall’alto dominava i golfi di Procchio e di Campo. Il declino di questo sistema avvenne intorno al 300 a. C., in concomitanza con l’espansionismo di Roma: l’intervento delle armate consolari comportò la destrutturazione dell’assetto insediativo-produttivo locale, che fu tuttavia riassorbito e rifunzionalizzato entro le nuove logiche economiche repubblicane per i successivi 150 anni.”
Si tratta di una interessante nuova lettura delle “fortezze di altura” dell’isola d’Elba.
Per chi volesse saperne di più invito alla lettura della intera pubblicazione al seguente link https://www.academia.edu/165685235/GLI_ETRUSCHI_DELL_ELBA_UNA_NUOVA_LETTURA
Desidero ringraziare l’amico Michelangelo per questa ricerca che si aggiunge alle tante altre le quali hanno aperto finestre di conoscenza sul passato della nostra amata terra–isola.
Marcello Camici